L’esperienza di alcuni studenti ospiti per una sera di famiglie di origine straniera

Abbattere i pregiudizi intorno a una tavola imbandita. Questo l’obiettivo della serata a cui alcuni studenti dell’università di Verona hanno partecipato sabato 28 marzo, nell’ambito del cartellone UniVeronaXexpo. Organizzato dall’associazione Veronetta 129, in collaborazione con Radio Popolare Verona, Net Generation di Verona e la Rete italiana di cultura popolare di Torino, “Indovina chi viene a cena?” è un format nazionale che prevede cene interculturali lo stesso giorno, una volta al mese, in tutta Italia.

Oltre il cibo.Quattro le famiglie, provenienti da Algeria, Irlanda, Russia e Spagna, che hanno aperto le loro case a dieci studenti. Comun denominatore, la voglia di dialogare e di conoscere culture diverse attraverso il cibo, specchio delle tradizioni di un popolo e tema dell’Expo 2015. Dalla chorba allo stufato di manzo alla birra, dalla shuba alla paella, un’esperienza che da culinaria è diventata anche e soprattutto culturale e sociale. Uno scambio reciproco di riflessioni su molti temi, tra cui le difficoltà d’integrazione e la nostalgia per il Paese di origine, ma anche la gioia di vivere in Italia.

Dialogo, confronto, scambio. Caratteristica principale dell’iniziativa è quella di far riflettere sugli stereotipi e di stabilire un dialogo che porti a una minore diffidenza nei confronti delle persone straniere. “Ero convinta di essere una persona aperta – ha affermato Anna Girardi, una delle studentesse che ha partecipato all’evento – Nell’incontro con Dalila, signora di origine algerina, ho capito di avere dei pregiudizi e di quanto fossero lontani dalla realtà”. Sandra Gennari, un’altra partecipante, ha raccontato: “A casa di Eva, irlandese, mi è sembrato di essere a cena da mia nonna: non ho mai avuto il piatto vuoto”. Dunque, un’iniziativa che ha saputo coniugare piaceri della tavola con il gusto per la conoscenza, come ha sottolineato Valentina Bonazza, studentessa: “Non c’è niente come una buona cena accompagnata da buona musica e simpatia, in grado di far dimenticare qualsiasi confine”.

30.03.2015

La Redazione