Dieta e tumori: una relazione complessa

Ne parla Mauro Zamboni docente di Medicina interna e Geriatria di ateneo

Le neoplasie, insieme alle malattie cardiovascolari, rappresentano le cause più importanti di mortalità nel mondo occidentale. L’esistenza di una relazione tra dieta e patologia tumorale deriva principalmente da studi epidemiologici osservazionali, i quali hanno evidenziato che un'alimentazione caratterizzata da un apporto calorico eccessivo e ricca in cibi di derivazione animale, caratteristica del mondo occidentale, aumenta significativamente il rischio di neoplasia.

In particolare, un accresciuto rischio di tumori di colon-retto, pancreas e prostata è stata osservato in soggetti con alimentazione ricca di carni rosse, mentre un chiaro ruolo protettivo è emerso per la dieta mediterranea. Nello studio Epic (European Prospective Investigation into Cancer), coordinato dall'Organizzazione Mondiale per la Sanità, condotto su 520 mila persone provenienti da dieci nazioni europee, tra cui l’Italia, è stato riportato che maggiore era il grado di aderenza alla dieta mediterranea, minore risultava l’incidenza di cancro. In particolare, a un incremento di due punti nel punteggio di aderenza alla dieta mediterranea corrispondeva una riduzione del 12% dell'incidenza di neoplasia.

Vi sono, inoltre, evidenze scientifiche recenti che dimostrano un aumentato rischio di neoplasia in associazione ad alcuni nutrienti, viceversa una riduzione del rischio per altri. Da un lato, infatti, è emersa la presenza di associazione diretta tra assunzione di grassi saturi e neoplasie di tubo digerente, ovaio e mammella, dall’altro un ruolo protettivo di grassi vegetali, fibre, fenoli e flavonoidi.

Se le osservazioni epidemiologiche di una relazione tra dieta e cancro sono numerose e convincenti, poche sono le evidenze derivanti da studi clinici controllati. Un interessante studio condotto in un campione di primati ha evidenziato che un'alimentazione caratterizzata da un regime moderatamente ipocalorico, determinava non solo un calo del peso corporeo, con diminuzione principalmente della massa grassa, ma anche una riduzione del 50% dell’incidenza di malattie neoplasiche. Anche nell’uomo vi sono evidenze che il mantenimento di un peso corporeo corretto rappresenti un fattore protettivo nei confronti di numerose neoplasie, quali mammella, colon e prostata.

All’eccesso di tessuto adiposo si riconosce, in recenti studi condotti sia in vivo che in vitro, un ruolo di primo piano nella genesi di neoplasie quali mammella e colon, nonché nella loro progressione. L’adipocita infatti è uno dei costituenti del microambiente tumorale, dotato di attività endocrina e paracrina, in grado di instaurare un cross-talk con la cellula precancerosa e cancerosa, influenzarne l’evoluzione, progressione e metastatizzazione. In tal senso una alimentazione in eccesso o ricca di grassi saturi potrebbe andare ad influenzare l’attività endocrina del tessuto adiposo stesso, ponendo le basi scientifiche per studi volti ad esplorare le basi eziopatogenetiche delle relazioni tra alimentazione e cancro.

In conclusione, una corretta alimentazione, povera in grassi animali e il mantenimento di un corretto peso corporeo paiono essere fattori fondamentali nella prevenzione di molte forme tumorali.

20.02.2015

Mauro Zamboni