uno scatto in occasione della conferenza spettacolo “Ignoto Militi” di Emilio Franzina

Emilio Franzina, docente del Corso di Laurea magistrale in Scienze Storiche, racconta il suo ultimo libro e il mestiere di storico

È già disponibile nelle librerie “La storia quasi vera del milite ignoto”. Racconto a metà strada tra storia e letteratura di Emilio Franzina, docente di  Storia Contemporanea dell’ateneo, edito da Donzelli. Attingendo a una miriade di documenti del periodo 14-18, Franzina ricostruisce, in modo immaginario, la biografia del soldato morto nella grande guerra e mai identificato. Nel racconto la vita del milite ignoto si fa storia collettiva e narra circostanze, ambienti ed episodi conosciuti da una generazione di italiani finiti al fronte più o meno consapevolmente.

 

Professore perché questo libro?

Questo mio ultimo lavoro arriva a coronamento di una carriere accademica iniziata nel 1978 quando insegnavo Storia del Risorgimento in ateneo. Da allora, passando attraverso gli insegnamenti di Storia contemporanea, di Storia e istituzioni delle Americhe e Storia del giornalismo sono approdato, negli ultimi due anni, all’insegnamento della Storia contemporanea dei Paesi Extraeuropei. Non ho mai dimenticato, però, le questioni più strettamente legate alla Storia contemporanea. Le più apprezzate da chi si interessa di attualità e del passato più recente, sia dal punto di vista della ricerca che della didattica. Nel portare alla luce un racconto come questo lo storico così come l’intellettuale, non possono né devono dimenticare le questioni strettamente legate alla storia contemporanea. Così nel mio libro ho ricomposto la storia verosimile di un combattente raccontando, allo stesso tempo, tutte le fasi dello sforzo bellico compiuto in quattro anni dall’Italia.

 

Chi è lo Storico?

La curiosità è una delle ragioni di fondo che mi ha spinto a scegliere questo percorso di vita e professionale. Un bisogno di sapere com’è stato il mondo e come sono state le donne egli uomini che lo hanno abitato prima di noi. E poi, attraverso questa conoscenza, poter guardare il mondo, le donne e gli uomini che lo abitano oggi. Con capacità di interpretazione e visione, potendo parlare di passato e di futuro. Lo storico è colui che possiede gli strumenti per esercitare una critica che non è altro che l’atteggiamento che dovrebbe guidare ogni cittadino consapevole nei confronti delle strutture del potere e dei meccanismi dell’informazione.

 

Perché studiare storia oggi e perché farlo all’università di Verona?

Studiare storia mette in condizione di esprimere e sviluppare giudizi sensati sull’attualità. La conoscenza storica è appagante perché ci rende liberi di elaborare ed esprimere giudizi sui fatti. inoltre, la storia, tocca numerosi ambiti e discipline molto diversi tra loro. La storia è, infatti, storia politica, sociale, del lavoro, letteraria, religiosa. Il nostro ateneo, in questo senso, vanta la presenza di numerosi ed eccellenti storici rinomati a livello internazionale. Il corso di laurea magistrale interateneo in Scienze Storiche, in particolare, è una delle proposte formative più interessanti che consente ai ragazzi una formazione altamente specialistica negli ambiti: Antichità e Medioevo, Società e istituzioni nell’età moderna e contemporanea e Società e culture dal Medioevo all’età contemporanea. Un corso di studi per chi intende dedicarsi professionalmente all’insegnamento della storia nelle scuole medie e superiori, ma anche un prezioso tassello nella formazione di archivisti, bibliotecari e di chi intende operare nella pubblicistica e nell’editoria e di chi sceglie come orizzonte di impegno la vita politica. Il corso mira, infatti, a fornire un’alta qualificazione sulle modalità di creare e conservare la memoria: sapere come si usava e come si usa tramandare il ricordo degli avvenimenti e delle opinioni e distinguere all’interno di quanto ci è giunto tra realtà, finzione e luogo comune.

 05.092014

R.D.