Ivano Fossati con Massimo Natale e Arnaldo Soldani durante l'incontro in ateneo

Il cantautore ha presentato in ateneo il suo primo romanzo 335. A dialogare con lui Arnaldo Soldani e Massimo Natale

«Volevo scrivere una storia italiana, ma in uno scenario ampio e internazionale. Un po' come faceva Sergio Leone nei suoi film». E' stato questo l'obiettivo che si era preposto Ivano Fossati prima di iniziare a scrivere "335", il suo primo romanzo edito da Einaudi. Fossati, ospite venerdì 11 aprile in università, ha ripercorso davanti ad un numeroso pubblico la storia del romanzo, ma anche i rapporti tra scrittura musicale e scrittura narrativa. A dialogare con lui i docenti dell’ateneo Arnaldo Soldani e Massimo Natale. L’evento, promosso dal dipartimento di Filologia, letteratura e linguistica e inserito nell’ambito del corso di laurea in Editoria e Giornalismo, ha fatto conoscere un Fossati romanziere oltre che cantautore. «Ho sempre pensato che non si potesse essere bravi a fare due lavori, però ho deciso di buttarmi nella scrittura con tutto me stesso. Quando scrivi un romanzo, poi inevitabilmente qualcosa di autobiografico ci finisce dentro».

Il romanzo. Vittorio Vicenti, il protagonista, in comune con il cantautore genovese ha molte cose, a partire da quella Gibson 335 rossa che dà il titolo al romanzo, un modello di chitarra suonato dai più grandi chitarristi della storia, anche da Fossati. 335 è la storia di una vita trascorsa senza respiro. E' un romanzo che comincia dalla fine, quando Vittorio ormai settantenne decide di mettere su carta i propri ricordi che altrimenti evaporerebbero "come la pioggia sulle pietre". Una sorta di memoriale scritto essenzialmente per sé stesso, per non dimenticarsi chi è stato, per il figlio e per il nipote. Il libro, come scritto nelle pagine introduttive, è dedicato a quelli che vanno nel mondo senza paura, agli incoscienti come Vittorio Vicenti che guarda sempre avanti e lascia che le cose accadano.

Lui è nato in provincia di Vercelli, alla periferia della città, e nel corso di tutta la sua vita resterà sempre in provincia, ai margini dei luoghi che più contano. Un’esistenza, quella di Vittorio, segnata da un’infanzia difficile, trascorsa assieme al padre nel Piemonte degli anni Cinquanta. Un padre che decide per lui un futuro in una scuola professionale, una scelta che Vittorio non accetta. La scintilla della ribellione parte da una scoperta che gli cambia la vita, la passione per la musica che lo ha porta a sviluppare un talento straordinario. A diciannove anni se ne va dal luogo in cui è nato e cresciuto per conoscere il mondo. La Gibson 335 rossa sarà l'astronave su cui viaggerà nel mondo e nella vita. Sempre con la sua chitarra è tuttofare in un albergo di Torino, accompagnatore di famosi cantanti nell’Inghilterra degli anni Sessanta.

Era negli Stati Uniti, ricco e solo, durante l’attentato dell’11 settembre. Vittorio è un italiano che continua a rimanere tale anche dopo aver trascorso un’intera vita girando il mondo. E’ sveglio e simpatico, cinico nella misura giusta e talvolta sboccato. E poi quattro donne, snodi fondamentali nella vita di Vicenti. «La prima è l'amore dei suoi 20 anni che però lui sottovaluta, convinto che il futuro gli riservi altro – afferma Fossati – Poi ci sono la madre inglese di suo figlio e la moglie americana che lo farà diventare veramente adulto. Infine, quella che io chiamo la donna-angelo, molto più giovane di Vittorio, la prima che lui non penserà subito di portarsi a letto». Una storia di difficoltà e ostacoli quella del protagonista di 335 che alla fine, però, lui supera sempre. E, come ricorda Fossati, non può che essere così per uno che si chiama Vittorio Vicenti.

Tra canzone e romanzo. C'è differenza tra scrivere un romanzo e scrivere una canzone? «Un mio amico scrittore mi ha detto che le regole nella scrittura ci sono, ma è importante anche infischiarsene – dichiara Fossati – Quello che c'è dietro i testi delle canzoni parla allo stesso modo delle parole, c'è una fonetica degli strumenti oltre che della voce. Le canzoni davvero centrate lo sono sotto ogni aspetto, sia musicale che di contenuto. Allo stesso modo lo è un romanzo, non puoi sbagliare la temperatura caratteriale dei personaggi. Ogni giorno devi essere curioso di quello che succederà nella tua storia. Devi pensare ogni volta: e adesso come esco da questa situazione?».

12.04.2014