Un momento della giornata di Venetonight

Venetonight ha fatto toccare con mano alla popolazione importanti risultati scientifici allestendo laboratori aperti a tutti al museo civico di Storia naturale

Una mattinata intera da dedicare all’ascolto e all’apprendimento, con la possibilità di mettersi alla prova negli spazi interattivi circondati dall’entusiasmo dei ricercatori. Curiosità e importanti risultati scientifici sono stati svelati durante Venetonight, la giornata messa a disposizione dei ricercatori delle università di Venezia, Padova e Verona per trasmettere la loro passione alla città. L’ateneo scaligero ha allestito i laboratori e le dimostrazioni pratiche nel Museo Civico di Storia naturale, aperto per l’occasione a tutti i veronesi. Tra i partecipanti anche alcune classi dei maggiori istituti superiori di Verona hanno potuto toccare con mano quello che di norma vedono solo sui libri.

Alla scoperta dello spazio. Un viaggio lungo milioni di anni luce, questo è il percorso nell’universo proposto osservando le immagini straordinarie scattate con l’evoluta strumentazione della Nasa, allestito nella sala centrale al piano terra del museo. In questo spazio si sono potute ammirare nebulose planetarie dalla forma sferica quasi perfetta, a 690 anni luce dalla Terra, forme disordinate e caotiche originate da esplosioni violente e stelle appena nate, a 7.500 anni luce. Con un passo i partecipanti hanno poi viaggiato per altri 26.000 anni luce e visitato la nostra galassia, conosciuta come Via Lattea, ed infine sono approdati nella sua lontana gemella Andromeda, a 25 milioni di anni luce di distanza. Le tappe sono sembrate ancora più affascinanti sapendo che l’80% della materia è invisibile e l’uomo è al corrente della sua esistenza solo per le influenze gravitazionali che esercita sui corpi celesti.

Retro gaming. Sono quasi introvabili i materiali donati al dipartimento di Informatica dell’ateneo scaligero ed esposti durante il laboratorio “Retro gaming”. Per l’occasione sono state esposte e spiegate le principali invenzioni dell’epoca premeccanica, fino al 1500 circa, dell’epoca meccanica, caratterizzata dalla progettazione di ingranaggi e da quella elettronica, iniziata negli anni ’90. Oltre a nominare alcuni degli inventori italiani poco noti ma fondamentali per questo campo di ricerca, come Natale Capellaro, a cui si deve la costruzione della prima calcolatrice, sono state illustrate le caratteristiche della strumentazione custodita nel museo. I partecipanti infatti hanno potuto vedere i primi esemplari di calcolatori elettronici con soli 4 megabyte di memoria, il primo mouse con tasto unico e il primo modem usato dal Cern di Ginevra; un joystick è stato infine messo a disposizione dei ragazzi presenti, abituati a Kinect e X-box, per giocare all’antenato del videogioco.

Interazione uomo-macchina. Muovere le braccia nell’aria di fronte ad una telecamera e in contemporanea vedere quelle stesse braccia spazzare via del fumo su uno schermo. Questa è una delle divertenti prove in cui ci si è potuti cimentare durante il laboratorio “Interazione uomo-macchina”, l’appuntamento ideale per gli interessati a saperne di più sull’interpretazione delle azioni umane da parte dei computer. Un’altra postazione è stata poi adibita per la registrazione in diretta delle attività celebrali e la loro traduzione simultanea in musica più o meno melodica, a seconda dello stato di rilassamento della persona.

Ambiente intelligente. Domotica, building automation e body’s sensor network non sono delle vuote etichette ma i sistemi che nel futuro, e in qualche caso già ora, miglioreranno il concetto di abitare, dell’occupare spazi di lavoro e che permetteranno addirittura di monitorare lo stato di salute delle persone. Questo è possibile anche grazie alle ricerche di Electronic System Design S.D. del dipartimento d’Informatica. Sensori collegati in rete wireless attraverso ricetrasmittenti radio permettono le più svariate applicazioni. Si spazia dall’utilizzo nelle abitazioni private e in interi edifici lavorativi  per ottimizzare riscaldamento e l’illuminazione secondo ciò che sensori ben distribuiti nell’ambiente rilevano, oppure per gestire il funzionamento degli elettrodomestici anche a distanza, all’impiego in campo medico per tenere sotto controllo le funzioni vitali dell’organismo attraverso sistemi non invasivi, come può essere il cerotto con microchip, e rendere più tempestivi i soccorsi in caso d’emergenza. Anche in agricoltura le reti di sensori wireless sono validi alleati per tenere sotto controllo la resa dei terreni.  I riscontri forniti dai sensori possono essere analizzati dall’elaboratore che confronta i raccolti da un anno all’altro mettendoli in rapporto alle mutate condizioni climatiche.