Si cercano ancora volontari per la sperimentazione sugli effetti del caffè condotta da Scienze motorie

Pigro e sedentario ma sano come un pesce? Partecipare al progetto di sperimentazione di Scienze motorie sugli effetti della caffeina è un’occasione unica per fare un po’ di movimento senza strafare, sotto l’occhio di esperti, ma è anche un’imperdibile opportunità di dare il proprio contributo alla ricerca scientifica nel campo delle Scienze motorie e della Medicina sportiva. I ricercatori dell’ateneo scaligero, guidati da Samuele Marcora della University of Kent, hanno pianificato un ciclo di allenamento su bicicletta che impegnerà i partecipanti per 12 settimane. Ai volontari verrà somministrata caffeina per tre volte alla settimana e i risultati verranno studiati dal team di ricerca al fine di stabilire se e in che misura questa sostanza incide sulle prestazioni fisiche e sulla percezione della fatica. Ma sono ancora pochi i volontari. Previsto a breve l’inizio del lavoro, tutto si potrà concretizzare solo quando si raggiungerà il numero minimo di persone richiesto.

Il progetto. Gli  effetti della caffeina sulla prestazione e sulla percezione dello sforzo sono ancora tutti da scoprire e questo è l’obiettivo del “progetto Caffeina”. Uno dei maggiori esperti mondiali sulla relazione tra percezione della fatica e performance atletica, Samuele Marcora, dell’Università del Kent, ha scelto come “compagni di lavoro” i ricercatori di Scienze motorie dell’Università di Verona e di collaborare con Federico Schena, responsabile del dottorato di ricerca, per approfondire questo argomento scientifico.Con lui anche Andrea Azzalin, ideatore del progetto veronese. “Il lavoro intende  studiare la variazione che questa sostanza può produrre nelle prestazioni sportive dei soggetti coinvolti nella sperimentazione, per questo –spiega Schena–, i volontari si alleneranno dopo aver assunto caffeina, sempre, com’è ovvio, dietro la supervisione del gruppo di ricerca che analizzerà i dati di risposta riscontrati. Si terrà conto della Rpe (rate of perceived exertion), una misura che quantifica la difficoltà percepita durante l’attività fisica e che è il criterio scientifico di riferimento di questo studio”.

Come si svolgerà lo studio.I soggetti che prenderanno parte a questo progetto saranno sottoposti ad accertamenti preventivi prima dell’inizio dello studio. La selezione dei partecipanti si baserà sulla valutazione del loro livello di allenamento, mediante un test denominato VO2max, e su un questionario di screening patologico per la rilevazione dello stato di salute. Questo è importante per poter escludere a priori tutte le persone non idonee all’allenamento previsto. Le misurazioni iniziali verranno ripetute nel corso del periodo sperimentale (a metà e alla fine del progetto) per valutare il livello dei miglioramenti verificatisi.

Partecipa al progetto. La sperimentazione non è rivolta in modo specifico al mondo dello sport ma vuole comprendere il meccanismo generale del “fenomeno caffeina”, per questo si rivolge a uomini tra i 18 e i 45 anni e donne di età compresa tra i 18 e i 55 anni che siano in buona salute ma che non pratichino sport con costanza. Il programma di esercizio verrà effettuato nelle strutture dell’ateneo nel Centro sportivo Gavagnin (Borgo Venezia). La partecipazione è gratuita e volontaria e chi è interessato può contattare Marco Beato per adesioni e informazioni,

e-mail: beato.marco@libero.it