Marta Beghin

La squadra di studenti 003 si è classificata al primo posto alla “Local moot court competition”, la simulazione processuale organizzata dalla facoltà di Giurisprudenza

Quattro coppe dorate, una fila di medaglie e l’impazienza di sapere chi le avrebbe vinte. Con il fiato sospeso il pubblico dell’Auditorium di Giurisprudenza ha assistito alla finalissima della “Local moot court competition 2012”, sfida di retorica tra due fazioni di studenti che per un’ora sono diventati avvocati professionisti. Ad alzare quelle coppe, vittoriosi, alla fine sono stati Marta Beghini, Federico Colognato e Eric Zivelonghi, della squadra 003. Beghini, oltre ad essere premiata con la medaglia d’oro, si è guadagnata anche il titolo di miglior oratore della gara. Ad ideare il caso giuridico oggetto della sfida è stato Giovanni Tantini, docente di Diritto commerciale, affiancato in aula da Claudia Onniboni, docente di Diritto processuale civile. Andrea La Luce, responsabile del gruppo studentesco organizzatore “Ius univr”, ha presieduto la seduta simulata insieme a Stefano Troiano, preside di Giurisprudenza, e Tommaso Dalla Massara, docente di Diritto romano e delegato per l’Orientamento. La competizione ha coinciso con l’Open day della Facoltà e ha riscosso grande successo tra gli studenti degli istituti superiori presenti.

Duello tra accusa e difesa. “La vittoria andrà a chi sostiene meglio la propria posizione, non si tratta di chi ha ragione o torto”, ha messo in guardia Tantini, dopo aver sottoposto ai ragazzi un caso di Diritto commerciale in materia di impresa familiare, in cui tre figli di un imprenditore si contendono l’eredità aziendale dopo la sua morte. Entrambe le squadre, indossando la toga e sfoggiando le proprie conoscenze, si sono calate nella parte con determinazione, ma a convincere di più la Giuria è stata la 003, nel ruolo di attore nel processo. Medaglia d’argento invece per la squadra 001, nel ruolo dei convenuti, composta da Alberto Marcolungo, Nicola Fasoli, Alessandro Turco. “Consiglierei subito quest’esperienza – ha dichiarato la vincitrice Marta Beghini, al quarto anno di Giurisprudenza e alla prima partecipazione – Ci ha permesso di metterci in gioco ed esercitare le nostre conoscenze teoriche e capacità retorica di fronte ad un pubblico”.

Esperienza formativa. La “Local moot court competition”, idea che nasce dalla tradizione accademica anglosassone, ha lo scopo di preparare i giovani giuristi all’esperienza del processo. Le capacità tecniche ed oratorie dei concorrenti, nell’esposizione di una tesi a difesa della propria parte in causa, sono valutate da una giuria di docenti universitari. L'importante valore dell’esperienza è stato riconosciuto con l’attribuzione di 5 crediti formativi universitari ai partecipanti. Grande successo anche per l’impatto didattico della dimostrazione, come hanno testimoniato alcuni studenti di istituiti superiori tra il pubblico: “Per chi come noi sta già studiando Diritto, seguire un processo simulato è il modo migliore per avvicinarsi al mondo della giurisprudenza”.

Tutti i partecipanti. Squadra 002: Caterina Razzano, Abigail Owusu,  Marina Sambugaro; squadra 004: Eliana Bosaro, Giorgia Ajena, Eliana Ajdinaj; squadra 005: Sofia Savoia, Valentina Ferrarese, Marco Motton, Ferdinando Ruta; squadra 006: Diego Bazzucco, Veronica Dall'Igna, Debora Bersani, Giulia Lunardi; squadra 007: Eleonora Fava, Giulia Grazia, Jessica Morandini, Margherita Campaci. A tutti i concorrenti è stato rilasciato un attestato di partecipazione in pergamena, firmato da Claudia Onniboni, referente istituzionale dell'iniziativa per la Facoltà.