Filippo Rolla in un momento del suo intervento

Tra i protagonisti di Infinitamente 2012 Filippo Rolla, poeta e filosofo professionista nel counseling

“Noi siamo il nostro tempo”, il modo di gestirlo diventa il nostro modo d’essere. Questo è l’approccio al tempo che Filippo Rolla suggerisce come primo passo per la cura dell’interiorità nel disagio. Rolla, che da anni svolge attività di counseling, l’”arte di aiutare ad aiutarsi” come lui stesso la definisce, ci ha parlato di come il tempo può curare l’anima.

Noi siamo il nostro tempo. Amarsi è per prima cosa saper godere del proprio tempo senza farsi sopraffare da  fattori esterni, siamo noi a dover scegliere, sempre. Questo, secondo il filosofo toscano, il primo passo per curarsi dentro, riappropriarsi del proprio tempo, “saperlo accogliere e cogliere gli attimi preziosi, i kairoi, che ci offre”. In una società che sempre più tende a fagocitarci in un ritmo frenetico e in cui spesso dobbiamo fare più cose contemporaneamente, è importante concedersi lo spazio per una vera riflessione su se stessi. “La filosofia è l’atteggiamento della ricerca, ideale perché non rimanere fine a se stesso ma è applicabile al comportamento e può aiutare la persona nel prendere posizione sollecitandola a osservare una coerenza tra il pensiero e le azioni”. Per questo il counseling, spiega Rolla, si basa su un approccio filosofico e in particolare sul metodo socratico della “maieutica”. Nella Grecia antica la maieutica era l’arte di aiutare le donne a partorire, e Socrate, figlio di una levatrice, credette per tutta la sua vita di dover, allo stesso modo, aiutare le persone a far emergere la loro identità, ecco perché il counseling è un “aiutare ad aiutarsi”.

Il tempo per conoscere se stessi. Secondo i pensatori dell’antichità “Il tempo oggettivo dell’universo è la causa della corruzione della materia e segue una ciclicità ma ciò che è invisibile come l’anima non è soggetto a invecchiamento ed ha anzi infinite possibilità d’essere”. Il destino dell’uomo è influenzato dalla sua natura e dalla sua capacità di relazionarsi al tempo e agli attimi opportuni della vita, solo così è praticabile quel “conosci te stesso” raccomandato da Socrate. In questa visione, conclude Rolla, “il tempo è come la stella polare per il viandante, indica il cammino alla scoperta di sé”.