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Quattro i corsi di laurea proposti: lettere, filosofia, scienze dei beni culturali e scienze della comunicazione

La f acoltà di Lettere e Filosofia dell'ateneo scaligero si è presentata agli studenti delle scuole superiori. A introdurre e spiegare i quattro corsi di laurea ai ragazzi sono stati il preside Guido Avezzù e Ferdinando Marcolungo, docente di Filosofia teoretica e presidente del corso di laurea in Scienze della comunicazione. Gli studenti sono stati poi accompagnati nella visita alle varie strutture dell'ateneo, dalle aule studio alle biblioteche di dipartimento. L'appuntamento si è tenuto il 19 dicembre e ha visto la partecipazione attiva di numerosi studenti.

I quattro corsi di laurea. Ad aprire l'incontro è stato Avezzù che ha spiegato nel dettaglio i corsi di laurea previsti alla facoltà di Lettere e filosofia, sia per la triennale che per la magistrale, con i relativi crediti e anni di durata. “Dal 2004 la legge prevede che gli esami possano essere almeno da sei crediti e nel numero massimo di venti per le lauree triennali e di dodici per le lauree magistrali – ha detto Avezzù – perciò gli insegnamenti col tempo si sono ridotti di numero e sono diventati più corposi e prevedono un certo carico di studio individuale. I corsi di laurea sono calibrati per consentire alla fine del percorso formativo di accedere alle graduatorie per poter insegnare, soprattutto per quanto riguarda le lauree in Lettere e in Filosofia. Inoltre il nuovo ministro dell'Istruzione Profumo ha annunciato che aprirà dei grandi concorsi per gli insegnanti”. Il suo discorso si è poi spostato nello specifico e ha così introdotto il corso di laurea in Scienze della comunicazione: “L'ateneo scaligero è l'unica università del Veneto che ha offre un corso di laurea magistrale in Editoria e giornalismo: un'opportunità eccezionale per chi ha una predisposizione nell'ambito comunicativo.” “Per quanto riguarda Beni culturali – ha spiegato Avezzù – è un corso di laurea che forma degli esperti in storia dell'arte con numerosi sbocchi professionali quali l'insegnamento e la ricerca, impieghi in ambienti quali le biblioteche, i musei e il turismo”. Gli studenti hanno fatto molte domande sulle ore di studio, sui crediti formativi e sugli sbocchi lavorativi. Avezzù ha ricordato a tutti che è la passione il requisito fondamentale per andare avanti nel miglior modo possibile e che bisogna mettere anima e corpo nelle proprie scelte: “La scommessa la vince chi studia impegnandosi al massimo, chi ha le idee chiare. Infatti chi è sicuro di sé non farà fatica a trovare ciò che vuole. Il nostro ateneo dà una preparazione seria, rigorosa e professionale”. Avezzù ha concluso l'incontro spiegando ai ragazzi l'importanza dell'esperienza Erasmus: “Un buon periodo Erasmus deve essere utilizzato per allacciare rapporti all'estero che consentano di espandere i propri orizzonti. Non è affatto una fuga, ma è questione di aprirsi al mondo, un'occasione per entrare nelle dinamiche di altre strutture. Bisogna guardarsi intorno senza aver paura di provare nuove esperienze”.