Un momento dell'evento

Il giornalista ha partecipato alla presentazione del master in Direzione delle aziende pubbliche illustrando con sarcasmo la difficile situazione economica italiana

Si può fare!” Con queste tre parole Gian Antonio Stella, noto giornalista e scrittore, ha concluso il suo intervento nel corso della presentazione del master in Direzione delle aziende pubbliche, invitando i presenti a sperare in un futuro migliore per l'Italia, un futuro nel quale il cambiamento sarà possibile. Durante la conferenza è stato fatto il punto sul master in "Direzione dela aziende pubbliche" appena concluso dopo un anno di lavoro e che ha visto la collaborazione di molte persone inserite nelle pubbliche amministrazioni. Stella, ospite dell'evento, ha descritto la difficile situazione economica italiana evidenziando  l'importanza dei giovani laureati, che hanno nelle loro mani il potenziale per effettuare quel cambiamento necessario affinché la politica italiana sia più trasparente agli occhi dei cittadini. Alla conferenza hanno partecipato anche Stefano Troiano, preside della facoltà di Giurisprudenza, Gian Battista Alberti, docente di Economia aziendale, e Perla Stancari, prefetto di Verona.

Un passo alla volta verso il traguardo. “È un momento di grande soddisfazione – ha detto Alberti – e vorrei ricordare che il master deve essere una scelta di vita del soggetto che va presa con cura. Non è importante fare tante cose ma portare ognuno di noi un piccolo mattone alla volta per costruire qualcosa per il bene comune”. “Dobbiamo cambiare il modo di guardare la gestione delle risorse pubbliche – ha spiegato Troiano – solo se abbiamo la percezione dei risultati che vogliamo raggiungere allora possiamo portare avanti il nostro impegno in modo adeguato”.

Cosa si può fare per il territorio? “Il master serve per sviluppare le potenzialità, per migliorare le proprie prestazioni – ha il prefetto Stancari – quindi porsi le domande fondamentali una volta concluso il percorso di studi: cosa si può fare per il territorio? Come si può sviluppare la pubblica amministrazione? Ad esempio attraverso la tutela del bene comune, della sicurezza del territorio, dei diritti e dando un servizio di qualità alla cittadinanza. Sono tre gli obiettivi dei funzionari pubblici: rendere meno apatico il rapporto tra la pubblica amministrazione e il cittadino, diminuire i costi contribuendo allo sviluppo e una riorganizzazione funzionale e logistica. Non bisogna mai interrompere lo studio, l'apprendimento. Dobbiamo continuamente confrontarci con una realtà che sta evolvendo e dobbiamo essere pronti ad affrontare sempre nuove sfide. Alla politica del non si può fare dobbiamo sostituire quella del si può fare”

La politica del consenso. “Il problema più grande in Italia è che abbiamo una politica che punta prima di tutto al consenso, trascurando le cose veramente importanti – ha detto Stella – una politica quindi che mira al mantenimento del potere e della propria sedia. Cosa fondamentale è che i cittadini dovrebbe avere la possibilità di leggere i bilanci delle spese in completa trasparenza, cosa che invece non accade. Così ad esempio un sindaco può regalare dei soldi ad un partito politico senza che questo risulti da qualche parte. Nel nostro Paese i parlamentari guadagnano cifre assurde, sono stati fatti tagli spropositati alla Cultura, all'Istruzione, ai paesi poveri e ai fondi rischio idrogeologico, tagli dei quali stiamo pagando le conseguenze ogni giorno. I politici italiani vanno in pensione a 46 anni, prendono pensioni altissime e vitalizi. Bisogna cambiare e bisogna farlo in fretta, perché la verità è che il cambiamento è possibile, si può fare!”