Augusto D'Angelo e mons. Grandis-foto Il Veronese-2011

a discuterne al terzo ciclo d'incontri "Essere italiani oggi" Grandis, Varanini e D'Angelo

“La società cristiana ha completato l’uscita dal cosidetto regime di cristianità”. Queste le parole usate da Gian Maria Varanini, docente di storia medievale dell’ateneo per aprire la terza conferenza del ciclo tematico “Essere italiani oggi. Per una identità politica culturale religiosa” promosso dal collegio Don Mazza. Questo incontro, dal titolo “Cattolici nella società secolarizzata”, ha ospitato come relatori monsignor Giancarlo Grandis, vicario episcopale per la Cultura, per l’Università e il Sociale, e Augusto D’Angelo, docente di Storia Contemporanea all’Università La Sapienza di Roma.

“La fede religiosa è diventata nella società moderna un fatto privato, senza rilevanza pubblica”. Con queste paroleMonsignor Grandis ha iniziato il suo intervento. “In questo contesto l’uomo si considera totalmente libero da vincoli, la sua libertà è assoluta” continua Grandis nella sua analisi “L’uomo è totalmente affidato a se stesso, in una totale autonomia e autodeterminazione. Il contesto in cui vivono i cristiani cattolici nella società secolarizzata è tollerante, non è anti-cristiano ma il pensiero cristiano è ritenuto non all’altezza dei tempi, arretrato dal punto di vista scientifico, non eticamente attraente perché pieno di leggi”. Infine il relatore conclude il suo intervento con questa frase emblematica: “La questione di Dio, sia per affermarlo sia per negarlo, rimane comunque attuale”.

“C’è una radice culturale cattolica nella formazione della nazione”. Augusto D’Angelo parte dalla seconda metà dell‘Ottocento per analizzare il ruolo dei cattolici nel corso dei secoli: “Il Regno d’Italia è consapevole dell’importanza dei cattolici, infatti nello Statuto Albertino il cattolicesimo è dichiarato religione di Stato”. Poi nel primo dopoguerra c’è la prima esperienza di massa dei cattolici con il Partito popolare. “Dalla seconda guerra mondiale” continua D’Angelo “i cattolici emergono come una delle forze che avevano maggiormente difeso la dignità umana in un conflitto che aveva umiliato l’umanità”. Nel secondo dopoguerra la democrazia Cristiana risulta il partito di maggior consenso, e sono sempre uomini cattolici a porre le basi del grande sogno dell’Europa unita. “Il cattolicesimo è stato capace di modernizzarsi, di adattarsi” conclude il relatore “per poter dire ancora qualcosa alla società in cui vive”.

Misurarsi con la secolarizzazione basta oggi per i cattolici? “L’ingresso di altre religioni in Europa rappresenta per il cattolicesimo una sfida a ridefinire la propria identità” spiega D’Angelo “non solo più nei confronti della religione o del declinarsi della secolarizzazione quanto piuttosto nel confronto con altre realtà religiose che sono ormai presenti in Europa e che acquisteranno maggiore consistenza”.