Scienze Motorie e promozione dell’attività fisica nell’ambito dei Progetti Ue

Tra questi c’è il progetto “La motivazione degli adulti per gli Sport nella Natura” che cade all’interno della Partnership Grundtvig Learning, sotto il cappello del più ampio programma ‘Lifelong Learning’

Sono numerosi i progetti a livello europeo per la promozione della salute e dell’attività fisica di cui la Facoltà di Scienze Motorie è partner attivo. Tra questi c’è il progetto “La motivazione degli adulti per gli Sport nella Natura” che cade all’interno della Partnership Grundtvig Learning, sotto il cappello del più ampio programma ‘Lifelong Learning’.

E' ampiamente dimostrato che la pratica regolare di attività fisica apporta notevoli benefici in termini di salute nelle popolazione in tutte le fasce d'età. Inoltre la pratica di esercizio fisico condotto in ambiente naturale sembra aumentare la motivazione  personale e  la sostenibilità “ecologica” delle proposte motorie. Il network delle istituzioni italiane partecipanti al Progetto è costituito dal Polo Europeo della Conoscenza, dall’Auser, associazione impegnata a promuovere l’invecchiamento attivo degli anziani e dalla Facoltà di Scienze Motorie di Verona. Coordinatore del progetto è Federico Schena, docente dell’ateneo veronese. Il progetto ha coinvolto anche altri paesi europei: Turchia, Grecia, Romania, Repubblica Ceca e Ungheria con lo scopo di individuare nelle istituzioni di questi paesi le strategie per incrementare gli stili di vita attivi, motivare gli adulti alla pratica di attività in ambiente naturale, sperimentare nuove strategie di approccio e coinvolgimento e condividere e definire linee guida esportabili.

Il ruolo della Facoltà di Scienze Motorie, è stato determinante per la parte relativa all’operatività del progetto, ossia la messa in agenda di incontri informativi su attività fisica e salute, le attività di promozione del cammino guidato per la salute e l’organizzazione dei gruppi di cammino.Lo schema attuativo della realizzazione italiana è modello consolidato nelle attività promozionali della Facoltà, l'aspetto innovativo, infatti, si centra sulla strategie divulgatsive e sulle rete di coinvolgimento istituzionale, che in questo progetto ha visto la collaborazione con l’Auser.  

Ulteriore valore è stato conferito al progetto tramite la tesi di laurea specialistica di Umberto Righetti  (relatori i professori Lanza e Rudi) “Promozione dell’attività fisica in ambiente naturale per persone anziane” ; il lavoro si è interessato di analizzare l’efficacia del modello di promozione di attività fisica in ambiente naturale per persone anziane che frequentano l’università della terza età della città e provincia di Verona. La tesi descrive le attività fisiche e le linee guida per l’età adulta e la terza età, il progetto Gruntvig e l’esperienza della città di Verona nella promozione dell’attività di cammino con l’obiettivo di rispondere ad alcune domande che sorgono sempre quando si opera in ambito di progetti di questo tipo: quali sono i modelli di promozione dell’attività fisica efficaci per le persone anziane? Le persone che frequentano le iniziative dell’università della terza età sono fisicamente attive? Il modello proposto dalla Facoltà di Scienze Motorie si è mostrato efficiente ed efficace? Che percentuale di soggetti non attivi riesce a coinvolgere?

La tesi ha inoltre cercato di evidenziare i punti di debolezza e forza del progetto, aspetto valutativo importante per una valutazione di fattibilità futura dei progetti in ambito di promozione della salute. Lo studio effettuato sui soggetti frequentanti l’università itinerante della terza età di Verona ha dimostrato come essi siano un campione poco rappresentativo dell’intera popolazione veneta della stessa fascia d’età. Sono risultati infatti sedentari il 64% dell’intero gruppo, in contrapposizione a solo il 27% della popolazione in Veneto. Il dato è ancor più significativo perché fa pensare a come la pratica regolare di attività motoria sia diffusa nei confronti di una piccolissima fascia della popolazione. L’altro obiettivo della tesi era quello di riuscire, grazie ad una accurata pianificazione degli interventi, a coinvolgere il maggior numero di utenti sedentari dei centri Auser, al fine di modificare il loro stile di vita, rendendoli fisicamente attivi.

"Grazie alla collaborazione con i responsabili provinciali e di ciascun centro – spiega Schena – è stato possibile organizzare il piano di intervento operativo. L’incremento di attività fisica è stato infatti particolarmente significativo in tutti i gruppi aderenti; si è passati da un 31% ad un 59% di persone sufficientemente attive, quasi il doppio. Si può quindi affermare che il modello proposto dalla Facoltà si e’ dimostrato efficace al fine del coinvolgimento delle persone sedentarie e può quindi essere riproposto nella promozione di programmi di promozione dell’attività motoria presso fasce specifiche di popolazione".