Chen Yin Hua svetta sul podio

A Scienze motorie Ricerca e Sport si incrociano con la scherma a livello internazionale. L'esempio di Chen Yin Hua

Scienze Motorie si allarga al panorama internazionale. Alla facoltà di via Casorati sono molti gli studiosi e ricercatori provenienti da tutta Europa, e da paesi extra europei, che riescono a coniugare la ricerca e la pratica sportiva. Un esempio è Chen Yin Hua, schermitrice taiwanese e dottoranda in  Scienze dell’esercizio fisico e del movimento umano

La schermitirice taiwanese Chen Yin Hua.  Due anni fa, Chen Yin Hua approda da Taiwan al Corso di dottorato in Scienze dell’esercizio fisico e del movimento umano coordinato da Federico Schena, ordinario di Metodi e didattiche delle attività sportive, per partecipare alle selezioni per l’ammissione. Chen, brillante promessa della scherma nella sua nazione è anche un'attenta studiosa delle scienze applicate allo sport e si aggiudica una borsa per il progetto sulla “ percezione del tempo negli atleti”. La ricerca svolta sotto la supervisione di Paola Cesari docente di Analisi del Movimento della facoltà di via Casorati è tesa a comprendere se esistono delle caratteristiche nel meccanismo percettivo del tempo che differenziano gli atleti da chi non ha mai fatto sport.

Il cervello conosce l'azione. Quando una persona osserva un’immagine che riproduce un gesto, nella fattispecie, un’azione o un gesto sportivo, il cervello ricrea una simulazione interna di quel gesto e più l’osservatore “conosce” l’azione, nel senso che la sa eseguire, più questa simulazione interna sembra essere dettagliata. Attraverso l’osservazione di tre gruppi di atleti (saltatori con l’asta, schermitori e studenti di Scienze motorie) ed il calcolo della ripetizione del tempo esposto, si è arrivati a provare che la precisione e la stabilità di riproduzione temporale espressa dagli atleti è nettamente superiore a quella degli altri individui che non praticano sport. Ciò significa che l’allenamento ripetuto spazio-temporale, di gesti osservati (attraverso riproduzioni video per esempio) crea nel cervello una sempre più precisa simulazione temporale di quel gesto  che potrebbe essere utilizzata da un atleta durante una competizione, per meglio “anticipare le mosse” dell’avversario.

La difficoltà nell'analizzare la risposta allo stimolo. La particolarità di questo studio, che si avvale dei laboratori di ricerca del Dipartimento di Scienze Neurologiche e Motorie situati nella facoltà di Scienze Motorie,  sta nel fatto che questo tipo di risposta allo stimolo (tempi di riproduzione sotto il secondo) è decodificata nel cervello umano a livello sub-corticale, perciò estremamente difficile da analizzare. La dottoressa Chen però ha avuto un vantaggio che le ha facilitato notevolmente la ricerca e l’osservazione in questo campo: Chen è campionessa di scherma, ha vinto competizioni internazionali che l’hanno portata da Taiwan al Brasile, a Cuba, per poi approdare nel nostro Paese, per sua scelta, visto che in Italia lo scherma è molto sviluppato. La ricercatrice ha scelto di venire a svolgere la propria tesi di dottorato proprio a Verona dove parallelamente al suo lavoro universitario, continua ad allenarsi nello scherma; recentemente ha primeggiato come porta-colore della fondazione Bentegodi alle prove di qualificazione nazionale di spada di Castelfranco Veneto, vincendo la gara.

Dalla ricerca in facoltà al tappeto di gara.  “Mi alleno 3 o 4 ore al giorno, dopo aver svolto le mie ricerche quotidiane in  facoltà – spiega Chen – questo mi permette di portare avanti la mia passione per lo scherma e contemporaneamente di dare un contributo alle ricerche che stiamo svolgendo sulla percezione del tempo, infatti noi schermitori, tra tutti gli atleti, sviluppiamo una particolare capacità di catturare il tempo ed anticipare le mosse dell’avversario”. Tirare di scherma infatti dota l'atleta di una maggiore accuratezza e stabilità nelle mosse ed una migliore capacità di riproduzione del tempo. “La conoscenza scientifica e l’analisi dei comportamenti sportivi permettono oggi a studiosi ed atleti di migliorare la performance e acquisire tecniche di allenamento con base scientifica –  prosegue Chen – e sono molto soddisfatta delle mie ricerche perché mi permettono di valorizzare anche la mia passione per questo sport.”