Alessandra Borella la studentessa della tesi su InfinitaMente

Il festival di scienze e arti sotto la lente d’ingrandimento

Alessandra Borella, neolaureata in Scienze della comunicazione all’Università di Verona, ha scelto come tema per il suo elaborato finale il festival “InfinitaMente”, giunto quest’anno alla sua terza edizione. L’abbiamo intervistata per capire le ragioni di questa scelta, l’impronta che ha dato alla sua ricerca e i modi con cui l’ha condotta.

Alessandra Borella, di cosa tratta la sua tesi? Il titolo della tesi è “Comunicare l’Università nel territorio: il caso di InfinitaMente, il festival di scienze ed arti”. Ho condotto una ricerca su “InfinitaMente” per capire se davvero i festival possano essere considerati mezzi di comunicazione e divulgazione per l’Università come lo sono per altri enti. Ho cercato di stabilire, inoltre, se essi possano essere inseriti nella cosiddetta “terza missione” dell’Università degli Studi di Verona. Se la “terza missione” ha il compito di esportare i saperi dell’Università nel territorio in cui si colloca e di collaborare nello sviluppo del tessuto economico e sociale, si può dire che “InfinitaMente” c’è riuscito.

Quali sono le ragioni che l’hanno spinta a scegliere questo tema? L’idea di questa tesi è nata durante lo stage che ho svolto all’Ufficio stampa dell’ateneo di Verona. E’ così che sono venuta a conoscenza del festival e che ne ho seguito l’organizzazione. La mia intenzione era quella di approfondire uno dei tanti progetti che la Comunicazione Integrata d’Ateneo si occupa di sviluppare. Ho voluto far conoscere ciò che l’Università ci fornisce, perché oltre alla didattica c’è molto altro. Mi ha sempre affascinato fare cose diverse dagli altri e mi piacciono le sfide: ho pensato quindi di chiedere alla responsabile della comunicazione Maria Fiorenza Coppari di poter scrivere una tesi su “InfinitaMente”.

Quanto ha contato aver partecipato alla realizzazione di “InfinitaMente”? E’ stato solo grazie alla partecipazione a conferenze stampa, tavole rotonde, incontri e laboratori che ho potuto trasmettere cos’è questo festival nella maniera migliore, portando sia elementi tecnici, appresi sul campo, che personali. Il team di “InfinitaMente” si compone anche di giovani come me. Insieme a loro mi sono divertita lavorando e ho visto da vicino come nasce e cresce un’esperienza ricca e impegnativa come questa. Se non avessi vissuto il festival non avrei potuto trasmetterlo come merita. Ho potuto poi arricchire la mia tesi con tre importanti interviste: all’ideatrice Maria Fiorenza Coppari, all’assessore alla cultura del comune di Verona Ermina Perbellini e al presidente del consorzio turistico Verona Tuttintorno Stefano Ghelli Santuliana.

Quali difficoltà ha incontrato durante la stesura della tesi? È stato grazie a molti consigli di Maria Fiorenza Coppari, coordinatrice della Comunicazione Integrata d’Ateneo e ideatrice del festival, che ho saputo organizzare l’argomento nei suoi vari aspetti. La mia tesi si compone di due anime: una teorica e una pratica. Il mio relatore Maurizio Corte mi indicato le ricerche da svolgere per la prima parte, consultando manuali di comunicazione pubblica, comunicazione universitaria, di marketing degli eventi. Per la parte pratica, ho raccolto il materiale presente nell’archivio dell’Ufficio stampa e ho arricchito il mio lavoro con alcune interviste ai principali organizzatori del festival. Nell’appendice ho inserito la rassegna stampa fatta al termine della seconda edizione, in aggiunta ai comunicati stampa e agli inviti, funzionali per spiegare come è avvenuta la comunicazione a tutto tondo di “InfinitaMente”.