Blow-up. Immagini del nano mondo

La mostra, inserita nel programma di Infinitamente, è stata inaugurata giovedì alla Galleria d’Arte Moderna di palazzo Forti.

Apre a Verona la mostra Blow-up. Immagini del nanomondo, itinerario visivo tra scienza e fotografia nel mondo alla scala dei miliardesimi di metro. Immagini che uniscono estetica e rigore scientifico, e rivelano la bellezza nascosta nelle profondità della materia.

 

«Il mondo che abbiamo sempre avuto sotto gli occhi ne nasconde un altro». Così si apre Blow-up. Immagini del nanomondo, mostra fotografica che porta a Verona le forme provenienti da un mondo incredibilmente piccolo, in programma fino al 17 aprile alla Galleria d’Arte Moderna Palazzo Forti. Ideata dal Centro S3 dell’Istituto Nanoscienze del Cnr, la mostra arriva in città organizzata dal Comune di Verona, in collaborazione con l’Università di Verona, all’interno del Festival Infinitamente 2011.

Nata dall’incontro tra il lavoro degli scienziati e l’esperienza di una fotografa, la mostra invita a scoprire un mondo che non è possibile fotografare e nemmeno vedere con i più potenti microscopi ottici. Il mondo alla scala dei nanometri – dove l’unità di misura è il miliardesimo di metro, lo spazio occupato da 10 atomi di idrogeno messi in fila uno dietro l’altro – è accessibile solo da pochi anni grazie agli strumenti avanzati della ricerca scientifica. Il Centro S3 di Modena, centro di ricerca in nanoscienze del Cnr, ha prodotto queste ‘istantanee’ del nanomondo e con la collaborazione della fotografa Lucia Covi ha voluto mostrarle in una nuova luce.

La magia dell’ingrandimento rivela la materia alla scala atomica, impercettibile ma ricca di forme e dettagli: un panorama all’apparenza fatto di dune, scavi faraonici, stalagmiti ciclopiche. In realtà si tratta di frammenti infinitesimi di materia, Catene di dna, nanotubi di carbonio, porzioni di materia non piu grosse di un atomo. Un meraviglioso universo di forme svelato dalla sensibilità visiva e percettiva dell’artista, che getta un ponte fra l’immaginario e il “visibile”, attraverso cui si può entrare nel nanomondo e cominciare a familiarizzarsi con esso a partire dal lato, potentemente coinvolgente, del piacere estetico

«Il decennio appena trascorso – precisa Elisa Molinari, direttricedel Centro S3 e ideatrice della mostra – ci ha abituato al proliferare di immagini digitalizzate di realtà solo virtuali, patinate quando non fantascientifiche e fuorvianti. Le immagini che proponiamo qui invece ricostruiscono fedelmente le sembianze della materia a questa scala, mostrano paesaggi del nanomondo gli stessi che la scienza è in grado di vedere ». Aggiunge la fotografa Lucia Covi: « Entrare senza macchina fotografica in questo mondo dove la luce non arriva è stato affascinate. Vi ho trovato un universo di forme allo stesso tempo familiari e irreali, e ho cercato di mostrarne la bellezza restando fedele alla scienza».

Presentata con successo a Genova, Torino, Parigi e Il Cairo, Blow-up. Immagini del nanomondo è la prima mostra che racconta le frontiere delle nanoscienze attraverso immagini di grande impatto e qualità estetica. Per i ricercatori un modo di condividere parte delle loro conoscenze e molta della loro meraviglia; per il pubblico un’occasione di avvicinarsi a quell’immenso settore, complesso ma carico possibilità sempre più concrete, che sono le nanotecnologie.

 

La mostra si articola in tre sezioni.
La prima, Dare forma, indaga la possibilità di plasmare la materia con strumenti diversi: dai fasci di ioni focalizzati che creano micro-fori, alle erosioni chimiche che lasciano emergere le architetture della nanoelettronica.

La seconda sezione, Auto-organizzare, illustra come nel nanomondo si possano creare strutture anche partendo ‘dal basso’, aggregando atomi e molecole.

In conclusione, Esplorare, vede protagoniste strutture naturali, tra cui proteine e DNA, sondate dagli scienziati per ricomporre mappe diverse delle loro tante funzionalità. Un filmato, all’interno della mostra, racconta le idee e le vicende da cui sono nate le ‘istantanee’ del nanomondo.