Workshop internazionale comunicazione medico-paziente

A Verona per il nono anno consecuivo il meeting di Each, Società europea di Comunicazione in Sanità

Comunicare meglio con pazienti e operatori sanitari. Verona "capitale europea della comunicazione in medicina" ospita, per il nono anno consecutivo un workshop internazionale cui partecipano esperti europei ed americani. L'incontro si tiene venerdì 25 e sabato 26 febbraio a Palazzo Forti in via San Cosimo (sede messa a disposizione dal Banco Popolare di Verona). Il workshop, come gli otto che l’hanno preceduto, è organizzato da Christa Zimmermann, ordinario di psicologia clinica e da Lidia Del Piccolo associato della stessa disciplina nella facoltà di Medicina dell'Università scaligera.

Un rapporto efficace medico-paziente. Saper comunicare con i propri pazienti è una delle abilità essenziali su cui si fonda la professionalità del medico e degli operatori sanitari. Imparare a sviluppare questa abilità consente di comprendere meglio il mondo del paziente e dei suoi familiari, ma anche di stabilire rapporti efficaci di collaborazione con collaboratori e colleghi. Per raggiungere questi obiettivi è stata costituita 10 anni fa la Società Europea di Comunicazione in Sanità(Each).

Each. Il gruppo di psicologi clinici dell' Università di Verona è stato tra i soci fondatori e a Verona è stato assegnato il compito di organizzare e condurre, ogni anno, nel mese di febbraio, un workshop cui partecipano esperti internazionali che prendono atto dei risultati delle ricerche più recenti e programmano attività formative di avanguardia, dedicate a studenti in medicina, medici di medicina generale e specialisti. La formazione dedicata agli studenti in medicina e agli specializzandi dell’Ateneo veronese si fonda sulle indicazioni che giungono da quella ricerca e da questi incontri annuali.

Esperti da 8 Paesi. I partecipanti al workshop veronese si occupano in particolare di analisi delle sequenze verbali nella comunicazione. Questa tecnica permette di cogliere l’impatto immediato di ciò che viene detto nel corso del colloquio e di definire criteri comuni per descrivere come il medico e gli altri operatori sanitari rispondono a quelle espressioni verbali dei pazienti che esplicitamente o implicitamente indicano disagio emotivo o preoccupazioni. Riuscire a individuare in che modo i pazienti lanciano segnali e richieste di aiuto e parallelamente stabilire quali sono le risposte degli operatori sanitari che soddisfanno maggiormente i pazienti ha una ricaduta immediata sulla relazione terapeutica, sulla diagnosi e sull’adesione al trattamento prescritto dal medico. Quest’anno  al meeting veronese partecipano esperti provenienti da 8 Paesi.