Giulia De Guidi

Giulia De Guidi, studentessa di Scienze della Formazione, è dal 26 gennaio presidente del Consiglio degli Studenti d'Ateneo

Mercoledì 26 gennaio nel corso della prima seduta del nuovo Consiglio degli studenti è stata eletta alla presidenza Giulia De Guidi. Proveniente dalle liste di Student Office, da 2 anni la ventunenne studentessa di Scienze della Formazione rappresenta i suoi colleghi di corso sia nel Consiglio di facoltà che nel Consiglio Studenti.

La Redazione di Univrmagazine l'ha intervistata pochi giorni dopo l'importante nomina.

 

 

 

Presidente De Guidi, se dovesse descrivere l’università di Verona ad una matricola in 5 parole; quali userebbe?

Giovane – piccola ma virtuosa – in crescita e noi facciamo il tifo! – ricca di opportunità soprattutto per gli studenti che le cercano – luogo di incontri a tutto campo: tra studenti, professori…

Quali sono le modalità più efficaci per dialogare e portare lo studente a partecipare attivamente alla vita universitaria?

Il consiglio che posso dare è quello di andare a lezione e di studiare in università, nelle biblioteche, nelle aule studio, perché lì c’è la possibilità di incontrare studenti, venire a conoscenza di quello che sta accadendo in università. In questo mandato chiederò ai rappresentanti degli studenti di far conoscere attraverso varie modalità quanto emerge all’interno dei consigli di facoltà. Vorrei anche che i recapiti di tutti i rappresentanti fossero disponibili a tutti. Questo potrebbe essere una modalità per dialogare. Comunque, interessarsi attivamente a quel che succede in università è l’unico modo per gustare davvero tutte le possibilità che l’università e gli anni universitari possono dare a ciascun studente.

Quali sono, a suo avviso, le problematiche che devono affrontare gli studenti fuori sede o i pendolari?

Alcune problematiche sono ad esempio quelle legate ai pochi parcheggi auto per gli studenti: è stata fatta una tariffa ridotta giornaliera per gli studenti ma non ci sono abbastanza posti; per questo motivo è mia intenzione incontrarmi con il sindaco della nostra città Tosi e cercare insieme delle possibili soluzioni. Un altro problema è la convenzione tra treno e autobus urbano che sarebbe utile a molti studenti: su questo vorrei puntare molto e, se sarà possibile,vorrei incontrare il presidente della Provincia di Verona. Sono disponibile ad incontrare studenti pendolari e fuori sede per ascoltare le problematiche da loro riscontrate. Anch’io sono stata una pendolare, e so molto bene cosa voglia dire.

Cosa farà, e cosa ha già fatto, come rappresentante per coinvolgere gli studenti nell’attività del Consiglio?

In questi due anni di rappresentanza in Consiglio di facoltà a Scienze della Formazione e in Consiglio degli studenti ho imparato a conoscere più da vicino come funziona la mia facoltà, a partire dai singoli corsi e gli insegnamenti: è così cominciato un dialogo con i professori, con i ricercatori, e con il preside. Siamo studenti e, forse, non possiamo cambiare noi l’università.  Però possiamo iniziare e impegnarci in tutto quello che è in nostro potere di fare. Questo mi sembra interessante e alla portata di tutti. Ad esempio, due studenti sono stati eletti dal Consiglio per far parte della commissione della revisione dello statuto: penso che sia la questione più urgente di questo periodo.

Quali saranno le prime proposte che porterà in Consiglio studenti?  Quali le idee per contribuire al miglioramento della didattica e dei servizi offerti dall’ateneo di Verona?

Non sono una professionista, ma mi metto a servizio innanzitutto dei miei amici di Student Office, di tutti i rappresentanti del Consiglio, e di tutti gli studenti, a partire da quelli che ci hanno votato.  Chiedo dunque loro di farmi sapere cosa pensano, cosa vorrebbero, cosa funziona e cosa no, così che si possa cominciare un lavoro insieme. Il mio auspicio, infatti, è quello di non lavorare da sola. Desidero molto una collaborazione tra noi rappresentanti eletti in Consiglio studenti, che non si fermi a uno scambio di idee o discussioni fine a se stesse, ma che abbia come obiettivo l’interesse degli studenti. A partire dalle cose più concrete che conosciamo bene, ma anche quelle più impegnative e a lungo termine (pensiamo ad esempio all’impegno negli organi istituzionali più importanti rispetto alla grande fase di attuazione della riforma appena approvata). Per quanto riguarda il miglioramento della didattica, proprio ora, con la nuova riforma Gelmini, si dovrà revisionare lo statuto e si riorganizzerà l’offerta formativa delle singole facoltà: sarà dunque importante che i rappresentanti eletti nei consigli di facoltà si facciano portavoce delle esigenze di miglioramento o trasformazione della didattica dei diversi corsi di laurea.