Un master organizzato dalla facoltà di Medicina e chirurgia di Verona e da Medici senza frontiere

Un master per tutti quei medici che sentono la necessità di aiutare le persone che vivono in contesti difficili. Da oggi c’è. A promuoverlo sono l’università di Verona e Medici senza frontiere che, grazie all’esperienza di un gruppo di docenti che hanno operato sul campo, sono ora in grado di preparare i propri chirurghi anche ad affrontare le emergenze umanitarie. Il master, diretto da Elda Baggio docente di chirurgia vascolare dell’ateneo scaligero, è la prima iniziativa a livello europeo per la formazione di laureati in Medicina e chirurgia che andranno ad operare nei Paesi in via di sviluppo. Il master è rivolto ai laureati in Medicina e chirurgia e fornirà le competenze teoriche, pratiche e organizzative necessarie per rispondere alle principali emergenze chirurgiche. I posti disponibili sono 16 e il termine ultimo per la presentazione delle domande è il 26 novembre. Il bando è scaricabile al sito www.univr.it/master.

L’obiettivo. Il master post lauream in Chirurgia tropicale e delle emergenze umanitarie si propone come uno strumento indispensabile per i chirurghi che decidono di operare nei Paesi in via di sviluppo, in contesti disagiati e durante le emergenze umanitarie. I medici che lavorano in luoghi simili devono infatti essere in grado di rispondere con gran velocità alle principali emergenze e alle urgenze chirurgiche per cui non sono sufficienti le nozioni che si imparano nella formazione universitaria. Gli obiettivi non sono soltanto teorici ma in gran parte pratici. Si va dalla diagnostica ecografica  all’esecuzione di una isterectomia e di un taglio cesareo fino alla gestione di pazienti gravemente ustionati, ai trapianti di cute e molto altro ancora per una formazione a 360 gradi.

Il tirocinio in Burundi. Punto forte di questo master è il tirocinio. L’esperienza pratica, infatti, dura un mese e si svolge in Burundi. “La scelta del Burundi nasce dall’esistenza, in quel luogo, di un progetto di collaborazione didattica e assistenziale tra la facoltà di Medicina dell’università di Verona e l’ateneo di Ngozi, una cittadina nel nord del Paese”, spiega Elda Baggio, coordinatrice del master. Il periodo obbligatorio di frequenza nell’ospedale di un Paese in via di sviluppo è, secondo la docente, il giusto completamento di un percorso formativo di questo tipo. “L’esperienza pratica è indispensabile in tutti i campi ma soprattutto in realtà sanitarie così problematiche e diverse dalle nostre – continua Baggio-. Proprio per questo viene trattato il concetto di salute in un’ottica antropologica e l’organizzazione dei sistemi sanitari in Paesi dove le risorse sono ridotte al minimo”.

L’esperienza sul campo. È stata dunque l’esperienza degli stessi docenti a portare l’ateneo ad interessarsi a questo tipo di formazione per i propri studenti di Medicina. Ed è ancora Elda Baggio a chiarire come il parto cesareo, che nelle nostre strutture sanitarie è considerato intervento di routine, rappresenti in Africa una delle urgenze più frequenti e ancora causa di numerosi decessi. Non è più sufficiente, per chi si trova ad operare in contesti simili, la formazione medica ma bisogna essere in grado di gestire un malato in tutti i suoi bisogni sanitari. L’esperienza di tirocinio in Burundi permette dunque ai giovani medici di mettersi in discussione in prima persona per capire se sono davvero in grado di sostenere prove di vita così difficili e se la loro vocazione è abbastanza forte da permettergli di operare in contesti problematici, complessi e spesso di guerra civile oltre che di difficoltà in senso strettamente sanitario.

 “Medici Senza Frontiere è alla costante ricerca di chirurghi, anestesisti e ginecologi con esperienza, che intendano dedicare una parte del proprio tempo e della propria abilità a lavorare con risorse tecniche limitate in termini di farmacopea, presidi, diagnostica per immagini e di laboratorio – dichiara Gianfranco De Maio, responsabile medico di Msf Italia -. “Ma l’organizzazione vuole anche apportare il proprio contributo alla formazione di tali figure professionali in termini di elaborazione autonoma e di riflessione pratica.  Da qui l’’idea di collaborare all’edizione di un master in Chirurgia tropicale e delle emergenze sanitarie, mettendo a disposizione un “arsenale” di conoscenze vasto e in gran parte inedito nonché l’opportunità, irrinunciabile, di uno stage sul terreno sotto la guida di un chirurgo polivalente, che conferisce alla proposta formativa una patente di originalità”.

Medici Senza Frontiere è la più grande organizzazione medico-umanitaria indipendente al mondo. Nel 1999 è stata insignita del Premio Nobel per la Pace. Opera in oltre 60 paesi portando assistenza alle vittime di guerre, catastrofi ed epidemie. www.medicisenzafrontiere.it

Leggi l'intervista a Elda Baggio.