Palazzo Zorzi

19 e 20 novembre: due giornate di studio al Polo Zanotto

“Cooperative learning per l’educazione interculturale”. È questo il tema del convegno organizzato dal Centro studi interculturali dell’università, diretto da Agostino Portera, con il patrocinio dell’Ufficio scolastico regionale del Veneto che si terrà al Polo Zanotto venerdì 19 e sabato 20 novembre. 

Gli obiettivi. Riflettere sulle esigenze educativo – didattiche attuali nel mondo della scuola e nei differenti contesti educativi è uno degli obiettivi prioritari del convegno Cooperative Learning per l’educazione interculturale. “Le classi, sempre più multiculturali e multietniche, richiedono ai docenti e agli educatori competenze interculturali e nuove strategie d’intervento – spiega Stefania Lamberti del Centro studi interculturali dell’università -. Durante le due giornate di lavoro si cercherà di comprendere come l’educazione interculturale possa essere promossa e concretizzata attraverso il cooperative learning “un metodo di insegnamento/apprendimento basato sull’interazione di gruppo, che, se vissuto in tutte le sue valenze può divenire filosofia di vita” dice Lamberti. Con questo convegno teorico ma soprattutto pratico viene offerta un’opportunità di studio, confronto e pratica a chi sente il bisogno di pensare criticamente e costruttivamente a come dare risposte di qualità alle nuove generazioni.

Il programma. Il convegno prenderà il via venerdì alle 17 con il preside della facoltà di Scienze della Formazione, Mario Longo, e il responsabile dell’Ufficio scolastico provinciale, Giovanni Pontara. La giornata del sabato permetterà ai partecipanti di essere coinvolti attivamente nei vari workshop al fine di sperimentare come sia possibile educarsi ed educare in ottica interculturale. Nel corso del convegno sarà inoltre presentato il libro di Stefania Lamberti “Apprendimento cooperativo e educazione interculturale”, un testo che offre suggerimenti pratico – didattici per realizzare l’educazione interculturale. A creare un’atmosfera di condivisione e di scambio cooperativo, attraverso la musica, ci penserà l’Associazione degli studenti africani.