Bettina Campedelli

L'editoriale del prorettore sull'integrazione tra l'università e il territorio

Il percorso di profondo cambiamento che il sistema universitario italiano ha intrapreso negli ultimi anni coinvolge la definizione dei contenuti della missione istituzionale degli atenei, affiancando alle più tradizionali finalità di sviluppo della ricerca scientifica e di formazione dei giovani quella che spesso viene indicata come “terza missione”.

Si tratta, in buona sostanza, di una importante funzione di integrazione del mondo universitario con l’ambiente sociale ed economico nel quale esso opera, grazie alla quale perseguire obiettivi di trasferimento delle nuove conoscenze prodotte della ricerca scientifica e di compenetrazione delle stesse con le competenze operative che sono già patrimonio diffuso del territorio di riferimento.
Va detto come la “terza missione” pur rappresentandosi come una attività derivata dalla produzione scientifica – che può, tra l’altro, trovare terreno tanto più fertile di sviluppo quanto più è elevato il tasso di istruzione universitaria nella popolazione – non abbia significato residuale, ma assuma, oggi più che mai, un ruolo fondamentale nel promuovere quella attitudine all’innovazione che è necessario presupposto allo sviluppo culturale ed economico del paese.

Differenti e numerosi sono gli strumenti grazie ai quali si possono attivare proficue sinergie tra accademia e territorio: dallo sviluppo di progetti di ricerca applicata in forma congiunta tra dipartimenti universitari, imprese, aziende ed enti, alla finalizzazione di specifici percorsi di dottorato di ricerca su temi di immediato interesse applicativo, alla promozione di nuove idee imprenditoriali attraverso la costituzione di spin off a partecipazione mista università – soci esterni.
Tra tutti, la formula dello spin off universitario – che recentemente sta assumendo una diffusione quasi insperata nel nostro paese – è quella che, da un lato, manifesta pienamente il valore prezioso della collaborazione e che, dall’altro, necessita per il suo successo di una consapevole assunzione di reciproci impegni di lungo periodo.

Lo spin off è a tutti gli effetti una impresa che – pur costituita ed incubata per un periodo di tempo determinato nell’alveo protettivo della struttura universitaria – ragiona su un orizzonte di lungo periodo ed è capace di affrontare le sfide della competizione di mercato proponendo una formula imprenditoriale che è frutto della combinazione paritetica di una idea innovativa e di una solida competenza manageriale.
Il successo dello spin off è perciò dipendente dalla presenza al suo interno e dal mantenimento del tempo tanto della spinta innovativa che può trovare adeguato stimolo propulsivo nella ricerca scientifica, quanto delle competenze manageriali che sono proprie della cultura d’impresa.
E’ una siffatta sinergica combinazione di fattori che rende lo spin off a partecipazione mista università – soci esterni uno strumento ad alto potenziale di valore sociale ed economico, ma che, al tempo stesso, ne determina le criticità.

Per questa ragione è fondamentale, oggi che si è finalmente intrapresa la strada della collaborazione, che l’università ed i suoi interlocutori territoriali – imprese, aziende ed enti, ma anche professionisti ed imprenditori – comprendano a fondo il valore e la fragilità di uno strumento che può rappresentare un importante volano di sviluppo, essendo al tempo stesso foriero di innovazione, di impiego ad elevata qualificazione professionale e catalizzatore di investimenti in nuova impresa.
E’ questa una consapevolezza che va coltivata non solo maturando il convincimento che la strada della collaborazione porti vantaggiose opportunità per tutti gli attori coinvolti – che non per questo vengono a stravolgere la loro specifica natura ma, al contrario, possono trovarne un reciproco arricchimento – ma anche operando al fine di rendere più agevole il nascere delle relazioni dalle quali prendono vita queste forme di collaborazione.

In questa consapevolezza l’Università di Verona – supportata anche da significative esperienze di spin off esistenti o in corso di istituzione – già da tempo promuove con impegno e soddisfazione numerose iniziative, quali l’ormai consolidato investimento in “Joint Project”, la partecipazione a “Venture Community”, la costituzione del “Network Univerona Aziende – ricerca, innovazione, cultura” , che sono tese ad incoraggiare e ad agevolare le relazioni con il proprio territorio di riferimento.

 

Bettina Campedelli