Klajdi Zeneja è il vincitore della prima edizione italiana delle Olimpiadi delle neuroscienze

Dopo una lunga sfida a colpi di domande neuro scientifiche lo scorso 12 giugno Klajdi Zeneja, studente al quarto anno del liceo scientifico Annibale Calini di Brescia, ha vinto la competizione nazionale delle Olimpiadi delle neuroscienze, approdate quest’anno per la prima volta in Italia. Le Olimpiadi delle neuroscienze s’inseriscono nell’International brain bee competition, ossia una gara annuale internazionale aperta a tutti gli studenti delle scuole medie superiori di età compresa tra i 13 ed i 19 anni. I partecipanti si sfidano su argomenti come l’intelligenza, la memoria, le emozioni, lo stress, l’invecchiamento, il sonno e le malattie del sistema nervoso.

La gara. La competizione è suddivisa in tre fasi: locale, nazionale e internazionale. In Italia sono stati individuati nelle fasi locali i tre migliori studenti per ogni regione partecipante ammessi alla selezione nazionale. I quindici studenti selezionati in rappresentanza di Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche e Toscana si sono quindi sfidati in una durissima serie di prove: cruciverba, mappe anatomiche, diagnosi patologiche e domande a crocette. I cinque che hanno totalizzato il miglior punteggio hanno affrontato cinque domande orali, alle quali Klajdi Zeneja e Caterina Gallizzoli, compagni di classe, hanno dato tutte e cinque le risposte esatte. Questo per poi affrontarsi in una sfida ad eliminazione diretta nella quale ha vinto Klajdi Zeneja. Il ragazzo volerà in California e sfiderà i migliori cervelli a livello internazionale durante il congresso della Società americana di psicologia, che si terrà a San Diego tra il 12 ed il 15 agosto.

Il vincitore. Klajdi Zeneja è un ragazzo di origini albanesi con le idee molto chiare: “La passione per la medicina mi accompagna fin da bambino – racconta carico di orgoglio di fronte agli occhi commossi della madre – arrivando qui avevo già intenzione di studiare medicina dopo il liceo, ma ero ancora un po’ indeciso sull’indirizzo della specializzazione. Dopo questa esperienza sono sicuro che mi specializzerò in neurologia.” Klajdi è pronto a volare a San Diego per sfidare i migliori cervelli del mondo consapevole che, comunque vada, ha già ottenuto la sua grande vittoria.

Il coordinatore. Le Olimpiadi delle neuroscienze – spiega Paolo Battaglini, professore di fisiologia dell’Università di Trieste e coordinatore nazionale dell’evento – sono nate per stimolare l'interesse dei ragazzi verso le materie biologiche e aumentare il loro desiderio di conoscenza nei confronti di un organo, il cervello, la cui salute è messa a dura prova dal prolungamento della vita media e va preservata oggi più che mai. Vivere di più è un risultato già ottenuto dalla moderna medicina. Vivere meglio o almeno non vivere peggio, è il prossimo traguardo a cui dobbiamo aspirare. Al raggiungimento di questo traguardo concorrono la consapevolezza dei politici, degli studiosi e delle generazioni più giovani, cui le Olimpiadi sono rivolte.”