La home page del sito Donne Pensanti

Da un blog sta per nascere un libricino che porta l’indignazione di donne, ma anche uomini, sugli stereotipi della femminilità che circolano attraverso i mass media

Il secondo incontro del ciclo ‘Il corpo delle donne. L’uso e rappresentazione del corpo nei mass media’ ha visto la partecipazione di Silvia Cavallari fondatrice del blog "Donne pensanti". Un incontro già in partenza diverso rispetto a quello proposto la settimana prima, perché partiva da un progetto già funzionante, quale ‘Donne pensanti’, del quale la Cavallari è una delle fondatrici. Marcella Formenti, studentessa dell’ateneo scaligero, ha prestato la sua voce per le letture.

Il progetto. Donne pensanti viene al mondo nel giugno 2009 in un primo momento come blog di persone che non accettano più in silenzio il ruolo merceologico della donna e la rappresentazione che la donna ha, sia nei mass media, che nella società italiana attuale. Il blog di condivisione nasce dall’esigenza di avere uno spazio, in questo caso virtuale, per lo sfogo. Germogliano qui azioni che poi si concretizzano dal virtuale al reale come la mail, incontri, e per finire un ‘quasi libro’ come lo definisce Silvia Cavallari.

2010: corpo che parla. “È un incontro prezioso perché stiamo uscendo ora dalla rete per farci scoprire” –  ha detto la fondatrice del sito –  tutto parte dalla nostra indignazioneper certi fatti accaduti in Italia il giugno scorso, quando sui giornali si parlava solo di quello, festini, donne giovani, sesso e cocaina, voli di stato per i piaceri dei politici”. “L’idea è quella di rappresentare ‘femminili diversi’ che vengono lasciati in ombra dalle raffigurazioni egemoni dei modelli dominanti. Ci muoviamo anche su altri fronti: vogliamo diffondere una consapevolezza del diverso, che passi attraverso un’ampliamento del concetto di bello’, organizziamo incontri in luoghi in cui di solito non si porta avanti questo tipo di iniziativa. Il nostro vuole essere un osservatorio di quello che ci viene propinato, del degrado reale che già dalle testimonianze si percepisce, di discriminazioni che vengono perpetrate attorno a noi e che passano inavvertite”.

Svegliatevi bambine. La loro idea non è quella di restare nella rete, ma mischiarsi nel territorio. Silvia Cavallari ha portato degli stralci di quello che a breve potrebbe divenire un libro dal titolo ‘Svegliatevi bambine’, composto dalle persone che hanno lasciato i loro post sul sito. Marcella ha letto e Silvia ha commentato. “Mettiamo in luce quei modelli che di solito sono obnubilati dalle rappresentazioni ufficiali” ha affermato Silvia Cavallari. Alcune iniziative hanno avuto largo eco anche su telegiornali e giornali, ad esempio quando è stata lanciata la mail bombing per la sospensione del programma la ‘Pupa e il Secchione’; a poco il gruppo ‘Donne pensanti’ diverrà anche un’associazione. Si sta passando all’azione: “Non crediamo più all’inutilità dell’operazione collettiva – ha concluso la Cavallari – non è vero che le cose non cambiano, è un errore pensarlo”; le donne pensanti si muovono, sempre di più, il che significa che essere la donna di gomma, tutta curve e niente cervello, rifatta dalla testa ai piedi e ai servigi dell’uomo è una regressione più che una strada da percorrere per la pari opportunità tanto acclamata e poco praticata.