Alleati contro il fumo

Se ne è parlato in ateneo all'evento dal titolo “Dipendenza tabagica e tabagismo: scenari dal mondo e dall’Italia”

Dopo il saluto del preside della facoltà di Medicina e Chirurgia Michele Tansella e del direttore generale dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona Sandro Caffi, hanno preso la parola Cristiano Chiamulera, Corrado Vassanelli, Stefano Nardini, Biagio Tinghino e Fabio Lugoboni. C'è stata anche una tavola rotonda alla quale hanno partecipato Biagio Tinghino, Fabio Lugoboni, Caterina Grassi, Fabio Beatrice e Massimo Baraldo.

Donne e fumo. I lavori del convegno “Dipendenza tabagica e tabagismo: scenari dal mondo e dall’Italia”  si sono aperti con un focus sul tema scelto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) per la Giornata Mondiale senza Tabacco: “Le strategie di marketing del tabacco rivolte alle donne”. "L’abitudine al tabagismo – è emerso durante l'evento  – tende a stabilizzarsi negli uomini mentre è in continuo aumento tra le donne, soprattutto quelle giovani. Alla luce di questa crescente vulnerabilità al fumo del sesso femminile, i relatori hanno rilevato come le compagnie del tabacco oggi adottino specifiche strategie di marketing per far presa sulle donne. Giocano su informazioni di tipo sensoriale o su aspetti ambientali, come per esempio la sigaretta associata ad un bagno rilassante o ad un buon bicchiere di vino, che colpiscono di più il sesso femminile. Il messaggio lanciato dall’Oms impone a chi si occupa di tabagismo, il dovere di prendere in considerazione questo problema, valutando anche la possibilità che gli stimoli ambientali, ai quali la donna è più vulnerabile, possano essere sfruttati per favorirne la disassuefazione."

Prevenzione e disassuefazione. "Il tabagismo – è stato detto durante l'evento – è una dipendenza e una malattia cronica recidivante, oltre che un fattore di rischio per numerose patologie. Pertanto la disassuefazione è importante tanto quanto la prevenzione: attuando una giusta prevenzione si potrebbe arrivare nel 2050 ad una diminuzione della mortalità connessa al tabacco, ma per ottenere un drastico effetto si dovrebbe puntare fin da oggi a far smettere di fumare i fumatori. Smettere di fumare, anche dopo aver fumato per molti anni, ha sempre effetti benefici sulla mortalità e sulla tendenza a sviluppare malattie fumo correlate."

Alleanze e formazione. L’evento si è chiuso con una tavola rotonda durante la quale è stata discussa l’importanza delle alleanze, del lavoro integrato e dello sforzo congiunto di ricerca, pratica e formazione nella lotta al tabagismo. “Dobbiamo uscire dall’italica tendenza a coltivare ciascuno il proprio orticello” ha affermato Biagio Tinghino, presidente della Società italiana di tabaccologia. Gli esperti si sono quindi dati appuntamento al VI convegno nazionale di tabaccologia che si terrà a Bologna il 25 ed il 26 maggio: un nuovo importante momento di scambio e un’ occasione per stringere e rafforzare alleanze.