Silvino Salgaro

Silvino Salgaro, direttore del Dipartimento di Discipline Storiche Artistiche, Archeologiche e Geografiche, ha commentato la recente notizia del trattato Start

Era il 1991 quando l’ultimo leader sovietico Mikhail Gorbaciov e George Bush senior siglarono il trattato Start; ora i tempi sono cambiati: Barack Obama e Dimitri Medved hanno firmato a Praga il trattato per il disarmo nucleare che sostituisce lo Start, scaduto nel dicembre del 2009.

1991: sia in termini storici che in termini più specifici che cosa fu il trattato Start?

“Si tratta della riduzione degli armamenti nucleari delle due superpotenze, che avevano un arsenale, potremmo definirlo stratosferico, perché superava le diecimila unità di testate per entrambe le due super potenze ed era il frutto di una contrapposizione legata alla cosiddetta Guerra fredda, o definita anche ‘equilibrio del terrore’, perché chi avesse scatenato ovviamente un’attività bellica avrebbe avuto il terrore delle ritorsioni e non avrebbe potuto colpire completamente tutti gli arsenali del nemico. Tutto questo, fondamentalmente, ha avuto un effetto benefico che ci ha garantito, almeno a livello globale – perché ormai le guerre sono sempre a scala globale e non locali – la pace”.

2010: Vorrebbe spiegarci e commentare quella che è stata definita una svolta epocale? In che modo, secondo lei, ci stiamo avvicinando ad un mondo “diverso”?

“Questo trattato Start riprende la filosofia del primo. La novità dello Start 2 si può leggere sotto diverse angolature; la prima è quella di carattere generale: una riduzione del numero delle testate nucleari, che dovrebbe portare a 1550 testate per entrambe le super potenze, in un tempo ragionevole, un obiettivo perciò da perseguire. Secondo aspetto, sempre di carattere generale, è che questa riduzione prevede il controllo reciproco dello smantellamento delle armi atomiche”.

Il problema si è risolto?

“No. Nel senso che comunque l’arsenale militare di cui dispongono le due superpotenze è più che sufficiente per distruggere il pianeta, quindi anche se si riducono il problema rimane all’orizzonte. Potremmo definirlo la logica del bicchiere: mezzo vuoto perché comunque non abbiamo eliminato il pericolo nucleare, mezzo pieno perché finalmente si riduce la deterrenza nucleare”.

La novità perciò qual è?

“La novità non è tanto nella riduzione degli arsenali che già era stata fatta, almeno parzialmente, con il primo Start. La novità sta nel fatto che, per la prima volta, con Obama si cambia la logica anche se con una precisazione: la logica cambiata è quella della rappresaglia o della guerra preventiva. In altri termini se per motivi vari ci fosse un attacco nucleare, la super potenza colpita non si avvarrebbe della ritorsione, nè come super potenza, nè con altre potenze nucleari, qualora avessero aderito al trattato di non proliferazione nucleare. In buona sostanza si prevede una scappatoia al possibile errore o ad eventi non controllabili, fatto salvo che questo avvenga da paesi che hanno aderito a tale politica, esclude perciò Corea e Iran che a questo trattato non vogliono partecipare”.