Sala operatoria

Indagini e analisi dei pazienti sottoposti ad uno dei più delicati interventi chirurgici

“Impatto emotivo, vissuti psicologici e qualità di vita delle persone con trapianto di cuore e dei loro familiari” è il titolo della conferenza che si è tenuta al Centro medico Culturale “G. Marani”. I risultati di uno studio sul tema sono stati presentati da Giuseppe Faggian, professore associato di Chirurgia cardiovascolare e responsabile dell’Unità Operativa di Cardiochirurgia, Gaetano Trabucco e Rosi Bombieri del Servizio di Psicologia Clinica dell’Ospedale Civile Maggiore.

Lo studio. Rosi Bombieri ha parlato dei risultati di un recente studio condotto dall’Unità Operativa di Cardiochirurgia e dal Servizio di Psicologia Clinica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona. Un’indagine condotta non solo sulle persone sottoposte a trapianto di cuore prima, durante e dopo la degenza ospedaliera, ma anche sui loro familiari per comprendere i bisogni e le strategie assistenziali più efficaci al fine di migliorare la qualità di vita del paziente. “La finalità dell’indagine – ha spiegato Bombieri – è di analizzare le varie fasi del processo che i trapiantati affrontano, per capire quali siano i bisogni prevalenti dei pazienti e delle loro famiglie. Nel far fronte alla malattia il paziente deve fare affidamento sui propri congiunti ma anche sul personale medico e sanitario, che deve essere istruito per aiutare le persone a superare un momento complesso sia dal punto di vista fisico che psicologico”.

I risultati. Gaetano Trabucco ha illustrato i dati emersi dall’indagine condotta su un campione di pazienti e di familiari. Dalla ricerca emerge il bisogno dei pazienti di non essere lasciati soli e di essere supportati e guidati dagli operatori sanitari (medici ed infermieri). Il 95% dei cardiotrapiantati esprime soddisfazione per l’intervento; inoltre, il 62% desidera ricevere supporto medico, incoraggiamento/ascolto e supporto psicologico (54%), informazioni (44%). Particolare importanza è attribuita alle “buone relazioni con medici e infermieri”. Anche i familiari esprimono in netta maggioranza soddisfazione per il trapianto (98%) ed indicano che per loro è importante avere informazioni (67%), ascolto/supporto psicologico (61%) e supporto medico (42%)..

In futuro. Un aspetto qualificante che contraddistingue l’attività di donazione e trapianto, svolto dall’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, è l’attenzione rivolta ai bisogni psicologici ed emotivi dei familiari dei donatori e quella dedicata al miglioramento della qualità di vita dei pazienti trapiantati (cuore, fegato, rene) e dei loro familiari. Da diversi anni esiste un programma di valutazione e assistenza psicologica che segue tutto il percorso, dalla donazione, al trapianto e al post-trapianto, unitamente all’attività di supporto e formazione psicologica per il personale dedicato a questa area. “Dobbiamo pensare al futuro per dare un significato diverso alla cura e alla salute delle persone”. Con queste parole Giuseppe Faggian, ha spiegato l’importanza di iniziare a coniugare l’aspetto della cura fisica all’assistenza psicologica ed emotiva, altrettanto importante per il paziente sottoposto ad un percorso pesante come quello del trapianto di cuore . “Da qui la scelta di dotarsi di un programma di assistenza psicologica. Inoltre, a partire dall’anno prossimo, verrà aperto uno spazio di gruppo psicoeducazionale che coinvolgerà 15 – 20 persone, sia per i cardiotrapiantati che per i familiari e per il personale sanitario. L’obiettivo è quello di coinvolgere il personale sanitario, i pazienti e i loro famigliari non solo sul piano medico ma anche su quello psicologico ed emotivo”.