Un momento dell'incontro

Alla Sala Maffeiana, gentilmente concessa dall’Accademia Filarmonica, è stata presentata l’operetta in due atti di Carlo Lombardo, in sala sino al 7 gennaio 2010

Per il ciclo di appuntamenti I grandi interpreti della stagione 2009/2010 Elisabetta Maschio e Maurizio Nichetti hanno incontrato la città veronese, l’università e la stampa. C’è stato tanto spazio per le domande alle quali i due personaggi hanno risposto molto volentieri. Inoltre è stato possibile conoscere anche il cast, dagli attori, al costumista, e la troupe che ha lavorato per portare in scena Cin-ci-là.

I giovani come critici migliori. In una sorta di via di mezzo tra la conferenza stampa e l’incontro con gli studenti, l’iniziativa si è incanalata nell’offerta formativa promossa dall’Ufficio Formazione della Fondazione Arena di Verona. L’intento era quello incontrare gli studenti di ogni grado di età e fornire un calendario fitto di prove aperte dedicate ai giovani e agli abbonati. La Fondazione ha deciso di valorizzare il lavoro allargando l’offerta al pubblico con la possibilità di incontrare gli interpreti.

Le sorprese dell’operetta. Cin-ci-là nasce da una coproduzione di Nichetti e della Maschio: un grande privilegio è stato quello di averli insieme per parlare di direzione e regia. L’orchestra, coro, corpo di ballo e tecnici sono dell’Arena di Verona. Tra una prova e l’altra regista e direttore hanno trovato il tempo di incontrare la città e gli studenti. Questa è una piccola lirica, l’orchestra ha una partitura unica, continua a suonare senza mai interrompere la musica, con una sorta di tappeto musicale. E’ stato un grande lavoro di amalgama; mentre l’operetta negli anni si era appesantita di mille improvvisazioni, che annacquavano la tessitura della storia, questa versione riporta una narrazione rispettosa dell’originale, fatta soprattutto di cantanti che recitano, e attori che cantano.

Il mondo che cambia: una direttrice d’orchestra. Le donne direttrici d’orchestra in Italia sono rarissime: Elisabetta Maschio è il direttore di Cin-ci-là. Il pubblico le ha chiesto com’è fare questa professione che di solito è maschile: “E’ un archetipo e anche un simbolo il direttore d’orchestra uomo. Sono nata nel repertorio operistico, è una questione di gestione dell’immagine, dipende dalla personalità e ognuno dentro ha la propria strada. Per raggiungere certi obiettivi si fa molta fatica, ma negli ultimi anni sono sempre di più le donne, si tratta di organizzare la propria vita, bisogna aver determinazione, credere in quello che si sta facendo, e cercare la propria vocazione attraverso percorsi che non sono gli stessi per tutti. Secondo me è più difficile mantenere la carriera che arrivare, come in tutte le cose”.

Dal mimo alla regia teatrale. Maurizio Nichetti è il regista di Cin-ci-là; ha un curriculum di impegni cinematografici, televisivi, è noto al grande pubblico, ma non per la sua carriera teatrale. Per l’occasione ha spiegato alcuni dettagli salienti: “Quando ho cominciato c’erano delle gerarchie e tutti sottolineavano che provenivo dal cinema – ha spiegato Michetti – e in certe situazioni sembrava che il regista dovesse stare in un angolo e che il Direttore fosse intoccabile, con una certa sudditanza. Con Elisabetta non è stato così, non accade spesso questa sintonia. Si incontrano conflitti per il sopravvento dei poteri, e alla fine chi comanda? Io rispondo che solo da una buona collaborazione si raggiunge il meglio: siamo stati due Direttori che con umiltà e volontà hanno capito i problemi reciproci, per trovare anche nuove idee”.