Hellenga insieme alla moglie e ad un gruppo di studentesse

Robert Hellenga, visiting professor, descrive la città di Giulietta: «Goethe ‘girò’ Verona in quattro giorni» oggi «se ti dai una mossa la puoi girare in tre giorni con la Verona Card da 15 euro».

Robert Hellenga è il primo scrittore visiting professor all’Università di Verona. Ha soggiornato a Verona nei mesi di marzo e aprile 2009 ed è intervenuto attivamente durante il workshop del corso di Storia e Teoria della Traduzione. Dedicato al suo ultimo romanzo dal titolo The Italian Lover.

Il workshop Gli studenti del corso-laboratorio, inserito nell’attività didattica di Rita Severi docente della facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’ateneo, hanno avuto la possibilità di confrontarsi con le tecniche di traduzione mettendo letteralmente “le mani” su di un capitolo della versione inglese del romanzo The Italian Lover. L’amante italiano.

Six weeks in Verona Robert Hellenga ha chiuso l’esperienza di visiting professor all’ateneo veronese dando alle stampe “Six weeks in Verona” un diario-romanzo-opuscolo che descrive l’arte di sopravvivere da non turista nella terra di Giulietta.
Hellenga, scrittore e docente di letterature comparate al Knox College di Galesburg Illinois, ha lasciato Verona non senza porsi degli interrogativi, alcuni di essi meritano di essere riletti: «(…)perché mai avrei dovuto interrogare Verona? Qual’era il mio obbiettivo?» era forse «rilassarmi. (…)Godere la “dolce vita”. Oppure, per usare una parola italiana che ai veronesi non sembra molto familiare: poltronarsi»

 

L'italiano e gli italiani Ma il vero dilemma dello scrittore americano alla scoperta della “dolce vita” è la conoscenza della nostra lingua: «Devo stare ben sveglio per non perdere il treno o prendere l’autobus sbagliato o fraintendere un invito a cena. E non solo questo, sono una persona diversa quando parlo italiano, probabilmente una persona più simpatica. Non riesco a fare del sarcasmo e dell’ ironia in italiano. Sono indifeso alla mercé della gentilezza degli sconosciuti, e gli sconosciuti italiani sono sempre stai molto gentili».