Surgeon and anesthetist doctor ER surgical team with medical clinic room background for emergency nursing care professional teamwork and patient trust in ICU hospital's hospitality concept

L'Azienda sanitaria trentina potrà assumere a tempo determinato medici specializzandi idonei inseriti nelle graduatorie

Poter assumere i medici specializzandi iscritti all’ultimo o al penultimo anno di Medicina di Verona che abbiano superato i concorsi pubblici. Questo l’obiettivo di uno schema dell’accordo, approvato venerdì 13 marzo dalla Giunta provinciale trentina, su proposta dell’assessore Stefania Segnana. Grazie all’intesa, l’Azienda sanitaria potrà procedere all’assunzione a tempo determinato dei medici specializzandi idonei ed inseriti nelle graduatorie.

Svolgeranno attività  assistenziali coerenti con il livello di competenze e di autonomia raggiunto e correlato all’ordinamento didattico di corso, alle attività professionalizzanti, nonchè al programma formativo seguito. Per la durata del rapporto di lavoro a tempo determinato i medici manterranno l’iscrizione alla scuola di specializzazione universitaria con una formazione che proseguirà  a tempo parziale. Nello schema di Accordo si prevede che siano 32 le ore settimanali che ogni medico assunto dovrà  dedicare all’attività  lavorativa presso l’Azienda provinciale per i servizi sanitari. All’incirca una sessantina i medici che potenzialmente potranno essere assunti, secondo i fabbisogni delle strutture.

“Il grande spirito di collaborazione tra le nostre sedi universitarie avviato da lungo tempo – ha commentato il magnifico rettore Pier Francesco Nocini – si consolida anche in questa occasione che casualmente viene a cadere in un momento di emergenza sanitaria nazionale”.

“Questo accordo – ha aggiunto l’assessore Segnana – ci permetterà  di potenziare i nostri organici, in un momento così difficile per la sanità  trentina, alle prese anche con l’emergenza coronavirus. I medici specializzandi sono una risorsa davvero preziosa che ci consentirà di assorbire, almeno in parte, l’emergenza attualmente presente nelle strutture sanitarie locali”.