Al via la seconda fase dello studio internazionale sul genoma dei tumori

Verona capofila italiana nel progetto Argo del Consorzio internazionale sul genoma del cancro

Dopo aver studiato il sequenziamento del genoma dei tumori, si entra in una nuova fase nella ricerca della cura del cancro. A testimoniare il ruolo chiave dell’ateneo scaligero, che per mezzo del centro di ricerca Arc-net è capofila per l’Italia, all’interno del progetto del Consorzio internazionale sul genoma del cancro, la presenza di Andrew V. Biankin, direttore del Consorzio, in città per avviare la seconda parte dello studio, denominata Argo, che sta per “accelerating research in genomic oncology”, ovvero accelerare la ricerca in oncologia genomica. Argo è stato presentato mercoledì 17 luglio nella sede di Arc-net. 

Argo intende creare una rete di infrastrutture per sperimentazioni cliniche multicentriche, che potranno permettere negli anni a venire ai pazienti di usufruire dei farmaci sperimentali. Si consentirà cosi al paziente di restare nel suo Paese, dove il farmaco in sperimentazione lo raggiungerà.

Il progetto che vedrà Verona capofila internazionale è Ponte che sta per Profiling orphan neoplasms for treatment election, in cui si eseguiranno test per ottenere il profilo molecolare di tumori che sono orfani di terapia per indirizzarli a terapie specifiche sulla base appunto del profilo molecolare. Il Centro Arc-net si sta adoperando per creare una rete italiana di centri di eccellenza in oncologia che, facendo capo a Verona, possano rendere il contributo italiano essenziale e puntuale per la definizione della nuova era di medicina di precisione in oncologia.

Arc-net ha partecipato alla messa a punto dei test innovativi per l’analisi del genoma del cancro che sono applicabili a tutte le neoplasie con costi contenuti e semplicità di interpretazione dei risultati per individuare le anomalie molecolari dei tumori. Questo grazie soprattutto alla biobanca Arc-Net, di cui è responsabile la dottoressa Rita Lawlor, che contiene migliaia di campioni di tumore raccolti da pazienti affetti da diversi tipi di neoplasie, funzionale per la validazione dei nuovi test molecolari per la sua ricchezza di campioni altamente controllati. La biobanca Arc-Net è riconosciuta come centro di eccellenza internazionale nell’ambito del biobanking ed è stata inserita nell’elenco dei partners della rete di biobanche della organizzazione mondiale della sanità per i Paesi in via di sviluppo. Si tratta di una risorsa unica a livello internazionale per la quale Arc-Net è finanziata sia dall’Italia (Fondazione Airc) che dalla Comunità Europea (CamPac) e dal Sistema sanitario nazionale (Nih) degli Usa .

Oltre ad Arc-Net, coordinato da Lawlor, per l’ateneo scaligero, sono coinvolti in questa collaborazione anche il dipartimento di Medicina, con la sezione Oncologia medica, il dipartimento di Scienze Chirurgiche con le diverse chirurgie oncologiche, e il dipartimento di Diagnostica e Sanità pubblica con l’Anatomia patologica.

“Questa seconda fase del progetto” spiega Aldo Scarpa, direttore di Arc-net, “prevede l’organizzazione di sperimentazioni cliniche internazionali utilizzando farmaci di nuova generazione, nonché farmaci già in uso, sulla base delle indicazioni delle anomalie molecolari presenti nel tumore dei singoli pazienti. Questo sarà possibile proprio grazie ai nuovi test molecolari disegnati e messi a punto nell’ambito del consorzio Icgc. In tal modo si potrà offrire ai pazienti un più ampio spettro di possibilità terapeutiche rispetto a quanto possibile oggi. Ci attendiamo una accelerazione della ricerca clinica finalizzata all’introduzione di queste nuove terapie nel sistema sanitario nazionale. Ci aspettiamo inoltre di riuscire a svelare i meccanismi di sviluppo di resistenza alla terapia che spesso si instaurano e causano ricadute e di poter comprendere le modalità di aggirarle”.

Dal 2010, il Centro di ricerca Arc-Net dell’ateneo di Verona partecipa e rappresenta l’Italia all’interno del Consorzio internazionale sul genoma del cancro (Icgc). I risultati scientifici derivanti da questa partecipazione si sono trasformati in strumenti innovativi per una diagnosi molecolare all’avanguardia internazionale e per la cura, con la messa a punto di nuovi farmaci, sviluppati sulla base di queste scoperte. Questo ha permesso all’università di Verona, all’Azienda ospedaliera e alla Regione Veneto di essere in pole position nella introduzione della caratterizzazione molecolare dei tumori nella routine clinica. Conoscere il profilo molecolare del tumore è, infatti, fondamentale per proporre il trattamento più indicato per il singolo paziente tenendo conto della sua individualità, della sua storia medica e delle sue condizioni generali di salute, come pure delle caratteristiche biologiche specifiche di un determinato tumore.

In questi 10 anni di lavoro, il consorzio Icgc ha sequenziato il genoma di 25.000 tumori di diverse tipologie e origine e il contributo veronese ha riguardato in particolare i tumori del pancreas, del fegato e delle vie biliari. Inoltre, Arc-Net ha raggiunto l’obiettivo di definire il panorama delle alterazioni genomiche dei tumori rari di tipo neuroendocrino. Le scoperte riguardanti le alterazioni molecolari dei diversi tipi di cancro sono state pubblicate su riviste di altissimo prestigio e sono oggi disponibili alla comunità internazionale. Arc-Net è stato strumentale, in questi 10 anni, alla pubblicazione di ben 274 lavori scientifici firmati dai componenti dell’ateneo scaligero. Nei primi 6 mesi dell’anno in corso sono stati pubblicati 27 lavori scientifici. Nuove tecnologie diagnostiche, basate sul sequenziamento del Dna, sono state sviluppate e il panorama delle possibilità terapeutiche per i malati di cancro si è notevolmente allargato con l’introduzione di decine di nuovi farmaci mirati contro le alterazioni molecolari specifiche per i diversi tipi di tumore.