Nuova mostra in Frinzi a cura di “One bridge to Idomeni”

L'inaugurazione il 23 gennaio nel ballatoio della biblioteca

Sarà inaugurata il 23 gennaio, alle 11, al primo piano della Biblioteca Frinzi, la mostra “21.3.2016 Tornare Partire Tornare 21.3.2018” a cura dell’associazione “One bridge to Idomeni”. Emanuela Gamberoni, docente di Geografia di ateneo, presenterà l’installazione, un susseguirsi di testimonianze scritte e di foto delle varie missioni tenute dalla onlus scaligera sulla rotta balcanica negli ultimi due anni.

Il tema della mostra  – spiegano i curatori – è proprio la testimonianza. Grazie a fili di quattro diversi colori (verde scuro per il progetto su Verona, verde chiaro per la Grecia, rosso per la Serbia e nero per Gorizia) che collegano dei pali tra loro, il visitatore si trova dentro a un circolo senza inizio né fine, un flusso costante di immagini e testo. Il filo bianco, che sta più in alto e non porta niente, rappresenta una mancanza: la parola migrante, che non è stata pienamente presente in questi primi due anni. Una mancanza che sentiamo e che, per questo, abbiamo deciso di rendere visibile. Una mancanza che, ci auguriamo, possa essere sempre più colmata”.

 “One Bridge to Idomeniè l’associazione di volontariato nata nel marzo di tre anni fa, con la partenza di cinque volontari veronesi partiti alla volta dell’accampamento informale di Idomeni, al confine greco/macedone, per portare aiuti umanitari. Obiettivo della onlus è creare un ponte per portare aiuto ai migranti in situazioni di emergenza, tornando per raccontare le testimonianze dirette dei volontari, per sensibilizzare la cittadinanza veronese e non solo alle tematiche dei diritti umani. Oggi i progetti della associazione sono molteplici: dopo essere stati presenti nei campi governativi di Serbia e Grecia, ora i volontari sono presenti in Bosnia, a Sarajevo e a Verona. In questi ultimi due anni, il progetto, formalizzatosi come onlus, ha continuato a crescere attraverso testimonianze nelle scuole, articoli, mostre fotografiche, proiezioni e serate informative. È recente anche la nascita del editoriale “Tracce”, un diario con un’antologia delle testimonianze dei primi due anni di aiuti e una raccolta di foto donate da fotoreporter di fama nazionale.