Menestrella nel Lager. Disegni e filastrocche di Aura Pasa

Tra gli appuntamenti di Univr dedicati alla Giornata della memoria, l'inaugurazione della mostra mercoledì 25 gennaio alle 12 nella Biblioteca Frinzi

In occasione della Giornata della memoria, mercoledì 25 gennaio alle 12, in Biblioteca Frinzi, via San Francesco 20, ci sarà l’inaugurazione della mostra intitolata “Menestrella nel Lager. Disegni e filastrocche di Aura Pasa” dedicata ai disegni di Aura Pasa, veronese di adozione, deportata al Lager di Bolzano. Ai saluti iniziali parteciperanno Olivia Guaraldo, delegata al Public engagement dell’ateneo scaligero, Diomira Pertini, presidente provinciale dell’Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti (Aned) e Tiziana Valpiana, consigliera nazionale Aned. La mostra sarà visitabile fino al 26 febbraio, negli orari di apertura della Biblioteca.

Nata in provincia di Belluno il 17 ottobre 1907, Aurelia Pasa, detta Aura, è figlia di Atillio, scrittore, professore e ispettore capo delle scuole di Verona, fin dalla prima giovinezza segue il padre, trasferito nella città scaligera. Diplomata alla Reale accademia delle Belle arti di Venezia, insegna disegno in istituti inferiori e superiori. Liberale e democratica, dal settembre 1943 inizia la sua attività di partigiana combattente, prima al fianco del fratello Angelo, poi nelle file del Battaglione Montanari, che comprende una cinquantina di giovani e giovanissimi veronesi, tra cui due donne, in collegamento con la montagna.

Il 12 ottobre, su delazione, è arrestata, portata nella sede dell’Ufficio politico investigativo (Upi) della Milizia volontaria per la sicurezza nazionale, nei pressi del Teatro Romano (oggi Piazzetta Martiri della Libertà). Dopo otto giorni di interrogatori viene consegnata alle Ss con l’accusa di essere “antifascista, antitedesca e staffetta della divisione Pasubio” e rinchiusa in una cella sotterranea. Il 28 ottobre è trasferita nel campo di concentramento di Bolzano, dove rimane fino al 29 aprile 1945.

Durante questa terribile esperienza non perde mai la voglia di raccontare, attraverso rime scanzonate e il linguaggio dell’arte, con vignette e bozzetti, la vita del campo, sapendo cogliere sempre gli aspetti meno drammatici o il motivo di sorriso anche in quelli più dolorosi. Alla Liberazione porta con sé i taccuini che è riuscita a disegnare durante il lavoro coatto nella sartoria del campo e le rime scritte per alleviare le ore delle compagne di prigionia. Delusa dal comportamento di tanti compagni e scandalizzata dalla mancata epurazione dei fascisti nella vita delle istituzioni della Repubblica, si ritira da ogni attività politica e sociale.

I disegni, pubblicati in parte molti anni più tardi, nel 1982, dal cognato Giovanni Dean, noto professore antifascista veronese, grazie alla disponibilità della figlia Giuliana Zampieri, sono stati messi a disposizione dell’Aned che, arricchendoli con didascalie e notizie, ne ha ricavato una mostra composta da 54 pannelli di formati diversi, orizzontali e verticali, stampati su cartoncino che, con il patrocinio del Comune di Bolzano, designata quest’anno città della Memoria, l’ha inaugurata l’11 gennaio nella città. Mercoledì 25 gennaio, sarà presentata anche a Verona, in Biblioteca Frinzi, dove la Sezione Aned di Verona ha fatto fare una copia da mantenere a disposizione della città.

Di seguito la locandina dell’evento

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