Effetti terapeutici delle cellule stromali mesenchimali nei trapiantati

Pubblicato sulla rivista Cell Stem Cell un nuovo studio coordinato dalla sezione di Ematologi dell’ateneo

“Mesenchymal stromal cells: putative microenvironmental modulators become cell therapy” è il titolo di una revisione dei dati della letteratura scientifica, sia clinica che sperimentale, degli ultimi 20 anni, sui principali meccanismi d’azione che sono stati considerati per spiegare gli effetti terapeutici delle cellule stromali mesenchimali (MSC) una volta trapiantate nei riceventi in diverse patologie recentemente pubblicata sulla rivista Cell Stem Cell.

Autori dello studio sono Mauro Krampera, direttore della Sezione di Ematologia dell’ateneo e del Centro trapianti di midollo osseo, e Katarina Le Blanc, docente al Center of Allogeneic Stem Cell Transplantation and Cellular Therapy (Cast) del Karolinska University Hospital Huddinge.

 Dalla letteratura risultano almeno tre principali meccanismi d’azione alla base dell’effetto clinico delle MSC: l’espansione e differenziazione delle MSC trapiantate in tessuti di origine mesodermica, che determinano ad esempio la rigenerazione di difetti ossei in presenza di biomateriali inerti, le strette interazioni con le cellule vicine attraverso il contatto cellula-cellula e rilascio di fattori paracrini o vescicole extracellulari e, infine, le fagocitosi di MSC apoptotiche da parte di macrofagi tissutali (un fenomeno chiamato efferocitosi), che porta alla polarizzazione funzionale delle cellule fagocitarie verso fenotipi inibitori nei confronti di effettori immuni e infiammatori”, spiegano gli autori. “Sulla base dell’analisi della letteratura condotta in questo studio, è stato elaborato un approccio globale per identificare i biomarcatori funzionali per predire l’efficacia del trattamento con MSC, prendendo in considerazione sia le caratteristiche biologiche delle MSC, cioè i biomarcatori surrogati dell’effetto terapeutico, che i cofattori modificanti associati alle caratteristiche del paziente ricevente, quali i biomarcatori di attività della malattia trattata”.

Un eccezionale profilo di sicurezza è stato dimostrato in un gran numero di studi clinici di terapia cellulare che utilizzano MSC. L’utilizzo di MSC è approvato in Giappone e in Europa, ma non negli USA, per il trattamento della malattia da trapianto verso l’ospite (GvHD) dopo trapianto allogenico di cellule staminali emopoietiche e nel Morbo di Crohn fistolizzato. Le MSC sono state inoltre proposte per il trattamento della sindrome da distress respiratorio acuto severo (ARDS) e nel Covid-19 di grado severo. Tuttavia, mancano ancora affidabili test predittivi di potenza terapeutica per prevedere l’efficacia delle MSC in ambito clinico.

L’analisi combinata delle due categorie di biomarcatori condotta in questo studio può consentire di tracciare un punteggio di efficacia del trattamento con MSC, con significato predittivo, che andrà convalidato in studi multicentrici, come richiesto dalle Agenzie regolatorie per le terapie cellulari avanzate. Pertanto, questo approccio può rappresentare una base condivisa per standardizzare la valutazione dell’esito clinico della somministrazione di MSC, prendendo in considerazione la maggior parte delle variabili che giocano un ruolo in ogni contesto patologico.