Unità e azione: il nuovo governo USA e il mondo

L'editoriale di Roberta Facchinetti sull'insediamento del nuovo presidente Biden e della vicepresidente Kamala Harris

“Anche nei tempi più bui, noi non sogniamo soltanto, passiamo all’azione.” Queste parole, pronunciate con il sorriso aperto dalla nuova vicepresidente USA Kamala Harris, indicano chiaramente lo spirito propositivo e costruttivo di chi affiancherà il Presidente Joe Biden nei prossimi quattro anni. Kamala Harris: la prima vice-presidente donna, la prima di colore, la prima di origine sud-asiatica.

Dal canto suo Joe Biden, con l’esperienza maturata in decenni di lavoro nei più alti ranghi della politica statunitense, promette di essere il presidente che porterà unità e rispetto per l’America nel mondo. Nel suo discorso inaugurale ha ricordato che “ogni disaccordo non deve necessariamente trasformarsi in guerra”, insistendo sugli Stati “Uniti” d’America e sull’unità di intenti e sentimenti che è richiesta al mondo soprattutto nell’attuale situazione pandemica.

Ma cosa si aspetta il mondo da questo nuovo governo? Soprattutto in America latina, ci si augura che la nuova amministrazione cancelli alcune politiche molto controverse legate all’immigrazione. In Asia, la Cina auspica la fine della guerra commerciale, ma sa anche che Biden potrebbe non sorvolare su alcune problematiche relative ai diritti umani. In Medio Oriente si discute tra le relazioni degli Stati Uniti con Israele (e con gli Emirati Arabi) da un lato e la possibile ripresa dell’accordo sul nucleare con l’Iran dall’altro. I leader africani si aspettano un rilancio del sostegno americano alle azioni dell’ONU per i loro paesi, mentre in Europa tutti attendono il ritorno di una relazione transatlantica che condivida e sostenga i valori della democrazia e della diplomazia internazionale.

Nel suo primo giorno d’insediamento, il Presidente Biden ha firmato ben 15 ordini esecutivi, mettendo in moto una serie di azioni fin da subito. Sia lui che la Vice-presidente Kamala Harris tendono la mano all’America e al mondo nel segno dell’unità; la questione ora è se e in che termini questo loro intento sarà corrisposto fattivamente dal resto dell’America e del mondo. Auguriamoci slancio e volontà in tal senso da entrambe le parti.

Roberta Facchinetti, docente di Lingua e linguistica inglese nel dipartimento di Lingue e letterature straniere