Comunicazione e informazione statistica nell’epoca della Covid-19

Giornalisti, medici e statisti si sono confrontati sul ruolo dei media nella comunicazione dei dati sensibili al pubblico

Siamo in un’era in cui raccogliere i dati non è mai stato così semplice. Tuttavia, l’enorme quantità di informazioni raccolte sulla pandemia, che dall’inizio del 2020 monopolizza l’attenzione dei media, non è facile da analizzare. Diversi modelli, previsioni statistiche e parametri possono risultare di difficile interpretazione per comprendere qualcosa di imprevedibile come la diffusione di un virus.

È proprio in questo momento che il ruolo dei giornalisti e degli operatori della comunicazione diventa fondamentale nella cernita della mole mai vista prima di dati, in modo da minimizzare distorsioni di interpretazione e fornire al pubblico solo informazioni attendibili e corrette. Indispensabili, quindi, sono la coordinazione della comunicazione e del contatto costante e diretto tra giornalisti ed esperti nel settore. Non solo, i media hanno anche il compito di gestire la pluralità di voci che emerge in queste situazioni di difficoltà sia nell’aiutare il pubblico ad interpretare in modo corretto i dati disponibili sia nel selezionare tra la moltitudine di report statistici, spesso di nessuna o scarsa utilità, o addirittura fuorvianti, quelli veramente utili.

Nel ripercorrere le tappe dell’epidemia dal 30 gennaio, giorno della prima dichiarazione di emergenza, a oggi, emerge come la comunicazione abbia un ruolo cruciale nella lotta alla pandemia che sta tenendo all’erta tutto il Paese.

Sono questi i temi cardine della videoconferenza “Comunicazione e informazione statistica nell’epoca della Covid-19”, tenutasi mercoledì 21 ottobre. Coordinati da Marco Minozzo, docente di Statistica all’università di Verona, hanno preso la parola Alessandro Galimberti, giornalista del Sole 24 Ore e presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia, Pierfrancesco Demilito, capo ufficio stampa della Protezione civile nazionale, Claudio Micheletto, direttore di Pneumologia e commissario Covid-19 dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona e Fabrizio Stracci direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva e coordinatore scientifico della Sezione di igiene e sanità pubblica del dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università di Perugia.

L’incontro rientra nel ciclo di conferenze “L’economia veneta nell’epoca del Coronavirus. Una crisi che viene da lontano?” organizzato dal dipartimento di Scienze Economiche dell’Università e che prosegue giovedì 22, alle ore 17.30, con “La fiera di Verona. Una crescita doverosa tra pubblico e privato”, coordinato da Angelo Zago, docente di Economia politica. A questo incontro parteciperanno Sara Lanzilotta, dell’European Major Exhibition Centres Association e Annamaria Gimigliano, direttrice risorse umane, pianificazione e sviluppo di Veronafiere. Le videoconferenze saranno trasmesse, oltre che sulla piattaforma Zoom, anche live sulla pagina Facebook dell’ateneo.