Comunicazione e informazione statistica nell’epoca della Covid-19

Giornalisti, medici e statistici a confronto

A partire dalla dichiarazione di pandemia dell’11 marzo scorso, il nuovo coronavirus Sars-CoV-2 ha monopolizzato l’informazione su tv, radio, stampa, web e social. I cittadini e le cittadine hanno fatto i conti con una grande quantità di informazioni e dati provenienti dalle istituzioni e dal mondo scientifico, mediate dai mezzi di informazione. Dalla conta delle vittime, a quella dei tamponi eseguiti, con il numero dei nuovi positivi, di quelli totali e dei potenziali asintomatici, la quotidianità di ciascuno si è trasformata in una corsa all’ultimo dato dal quale pensiamo dipendesse e dipenda ancora oggi la salute nostra e dei nostri cari. Questa esplosione di numeri, grafici e tabelle è il risultato di una moltiplicazione di analisi e modellizzazioni che, spesso, oltre a non tenere conto di come sono stati generati e raccolti i dati, sono basate su tecniche standard di lettura degli stessi che non considerano la peculiarità del fenomeno epidemiologico. Centrale quindi il ruolo dei giornalisti e degli operatori della comunicazione sia nell’aiutare il pubblico ad interpretare in modo corretto i dati disponibili sia nel selezionare tra la moltitudine di report statistici, spesso di nessuna o scarsa utilità, o addirittura fuorvianti, quelli veramente utili.

Prende spunto da queste riflessioni la videoconferenza “Comunicazione e informazione statistica nell’epoca della Covid-19in programma mercoledì 21, alle 17.30. Prenderanno la parola Alessandro Galimberti, giornalista del Sole 24 Ore e presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia, Pierfrancesco Demilito, capo ufficio stampa della Protezione civile nazionale, Claudio Micheletto, direttore di Pneumologia e commissario Covid-19 dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona e Fabrizio Stracci direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva e coordinatore scientifico della Sezione di igiene e sanità pubblica del dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università di Perugia. Coordinerà Marco Minozzo, docente di Statistica dell’Università di Verona.

L’incontro rientra nel ciclo di conferenze “L’economia veneta nell’epoca del Coronavirus. Una crisi che viene da lontano?” organizzato dal dipartimento di Scienze Economiche dell’Università e che prosegue giovedì 22, alle ore 17.30, con “La fiera di Verona. Una crescita doverosa tra pubblico e privato”, coordinato da Angelo Zago, docente di Economia politica. A questo incontro parteciperanno Sara Lanzilotta, dell’European Major Exhibition Centres Association e Annamaria Gimigliano, direttrice risorse umane, pianificazione e sviluppo di Veronafiere.