L’estate giusta per riscoprire la letteratura del Novecento

Cinque consigli di Giuseppe Sandrini, docente di Letteratura italiana contemporanea

Che siate in spiaggia sotto l’ombrellone, a cercare il fresco nei più alti rifugi delle Dolomiti o chiusi in casa a preparare gli ultimi esami, quest’estate può essere l’occasione buona per riscoprire alcuni protagonisti del Novecento. Giuseppe Sandrini, docente di Letteratura italiana contemporanea, propone cinque letture sul tema:

“Val la pena di partire da Primo Levi, di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita. Il consiglio è di aprire a caso Il sistema periodico e di leggere uno dei racconti del libro, ciascuno dei quali prende il titolo dal nome di un elemento chimico. Ci troveremo di colpo proiettati dentro il mondo dello scrittore torinese, uno studente che si apre alla vita nella difficile Italia degli anni del fascismo, tra le leggi razziali e l’incombere della seconda guerra mondiale, e un giovane uomo che, dopo la tragica esperienza di Auschwitz, partecipa alla rinascita della nazione attraverso il suo lavoro di chimico e la sua passione per i segreti della natura. Rimaniamo nel periodo tra le due guerre con L’onda dell’incrociatore, romanzo di Pier Antonio Quarantotti Gambini che fa rivivere attraverso gli occhi di tre ragazzi l’ambiente marinaro di Trieste. Il libro, una specie di foto di gruppo di un’estate tra i canottieri del porto, racconta il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, segnato da esperienze drammatiche, perenne delusione e inevitabile sofferenza.

Con Cronache di poveri amanti, di Vasco Pratolini, ci si immerge in un intreccio di vita popolare costruito sulla scena fissa di una stradina del centro di Firenze, via del Corno. In questo caso c’è anche la possibilità di passare dal libro allo schermo grazie al film omonimo di Carlo Lizzani, nel quale a fianco di Mastroianni recita, nei panni di Corrado detto Maciste, una leggenda dell’atletica, Adolfo Consolini, veronese di Costermano, oro nel lancio del disco alle Olimpiadi di Londra 1948.

Gli amanti del cinema (e degli anniversari) potranno continuare la lettura con Fare un film di Federico Fellini, il grande regista di Rimini il cui centenario si celebrerà nel 2020. Accompaganato dall’Autobiografia di uno spettatore di Italo Calvino, il volume ci guida nel cuore della fantasia di Fellini; memorabili le pagine sui clown, maschere circensi analizzate come metafore della vita e della società. Infine, Il giorno del giudizio, di Salvatore Satta ci fa scorrere davanti la prima parte del Novecento dall’angolatura tutta particolare di una città della Sardegna, Nuoro. Pubblicato nel 1977 dopo la morte dell’autore, che in vita era stato un importante giurista, il libro è una sorta di memoria familiare e collettiva, che unisce alla forza narrativa il fascino di un’umanità perduta eppure così simile alla nostra”.