Alla ricerca della vera anima della plastica

Al dipartimento di Economia aziendale, una tavola rotonda dedicata ai temi che toccano salute, ambiente e sostenibilità in rapporto con i giovani

“Orgoglio o pregiudizio? Alla ricerca della vera anima della plastica” è il titolo del workshop che lunedì 30 ottobre, dedicandosi alle questioni legate alla salute delle persone e del pianeta, ha voluto affrontare falsi miti, utilizzo e successo di uno dei materiali più discussi. Lo  studio “Il rapporto che corre tra i giovani e le stoviglie monouso in plastica”, commissionato dall’azienda veronese Isap Packaging e condotto dalla dipartimento di Economia aziendale, ha rivelato molti aspetti che riguardano il mondo della plastica in rapporto coi suoi consumatori.

Moderata dal giornalista Mario Puliero, la tavola rotonda ha visto gli interventi di docenti, ricercatori, imprenditori e sociologi. Un’occasione, quindi, per riflettere sulla “vera anima”  della plastica da punti di vista specifici diversi. “La plastica è un materiale che tutti conosciamo e usiamo, per gli indubbi pregi che ha. La sua reputazione, tuttavia, non è molto buona, soprattutto per l’impatto ambientale che viene ad essa addebitato”, sottolinea Federico Brunetti, docente di Economia e gestione delle imprese, chiarendo lo scopo della ricerca.

Verificare la conoscenza, l’atteggiamento e il comportamento che i giovani hanno nei confronti dell’uso delle stoviglie monouso e del loro impatto ambientale, nonché comprendere in che modo i cittadini formano le proprie opinioni o credenze, mettendone sotto analisi i comportamenti: questi gli scopi fondamentali dello studio. Prendendo in esame un campione di studenti dei corsi di laurea triennale in Economia aziendale ed Economia e commercio, di Verona e Vicenza, e studenti del corso di laurea triennale in Lingue e culture per il turismo e per il commercio internazionale, la ricerca ha rivelato confusione circa l’impatto effettivo della plastica sull’ambiente. Altro tema discusso, le occasioni d’uso considerato che il processo d’acquisto delle stoviglie raggiunge picchi nel caso di feste o pic-nic. Il motivo? Innanzitutto, per il loro altissimo livello di praticità ma anche perché una larga fetta degli intervistati sceglie piatti, bicchieri e posate in plastica per il loro basso costo d’acquisto.

Nell’epoca delle fake news, dei big data e delle leggende urbane, si rivela, dunque, necessario dare risposte puntuali e precise ai cittadini, in modo da consentire loro di avere una buona conoscenza sugli effetti che un uso errato o eccessivo può avere sulla loro salute e sull’ambiente.