Parkinson giovanile, l'importanza dell'attività motoria adattata

Mercoledì 14 settembre alle 10.30 presentazione delle nuove iniziative proposte dall'area di Scienze motorie

Le nuove proposte di attività fisica preventiva e adattata per le persone affette dal morbo di Parkinson in fase iniziale e intermedia verranno illustrate mercoledì 14 settembre alle 10.30 nell’aula magna di Scienze motorie. L’iniziativa, dal taglio divulgativo ma di profondo rilievo scientifico, è promossa dall’area di Scienze motorie del dipartimento di Neuroscienze, Biomedicina e Movimento e da Arpea, l’associazione ricerca e promozione dell’esercizio adattato rivolto a persone affette da malattie croniche stabilizzate.

L’incontro di mercoledì, guidato da Federica Bombieri, coordinatrice del programma progetto Parkinson e presidentessa di Arpea, sarà un'occasione per ascoltare i risultati ottenuti e conoscere le proposte di attività per l’anno accademico prossimo. Ospite Andrea Tagliabue, paziente affetto da Parkinson giovanile,coordinatore del Tavolo regionale lombardo delle associazioni di parkinsoniani. Andrea racconterà come convive quotidianamente con la malattia, quali sono gli strumenti per affrontarla senza troppe incertezze e paure, quanto l’esercizio fisico continuo e strutturato lo stia aiutando in questo processo. La malattia è una ricerca continua in un equilibrio fisico ed emotivo instabile: cercare nuove direzioni presuppone adottare pratiche di ricerca e consapevolezza per vedere le cose in modo diverso, per non pensare alla malattia come a qualcosa che annichilisce. Ascoltare l’esperienza di chi vive una malattia degenerativa come il Parkinson può essere d’aiuto per molti pazienti, stimolo di riflessione condivisa, un modo per conoscerla meglio e reagire.

Oltre a Tagliabue, sarà presente Giulia Quaglini, vicepresidentessa di Parkinson Italia. “Creare collaborazioni con altre associazioni- dichiara Bombieri- è fondamentale per dare vita a una rete chesi possa sviluppare e diffondere a livello nazionale. Un lavoro congiunto e sinergico permette infatti di approfondire le conoscenze della malattia per aiutare i malati e i loro familiari”. Al “progetto Parkinson”, nato dieci anni fa a Verona, lavora, ottenendo importanti risultati, un team multidisciplinare coordinato da Federico Schena, presidente del collegio didattico di Scienze motorie, e composto da gruppi di ricerca sotto la supervisione di Michele Tinazzi, responsabile del Centro unico regionale malattia di Parkinson e disordini del movimento.

12/09/2016