Linguistics: dentro il linguaggio

Intervista a Michelangelo Zaccarello, presidente del collegio didattico del corso di laurea magistrale in Linguistics

Una magistrale interamente erogata in lingua straniera sulle discipline linguistiche generali e applicate. Quello in Linguistics è un corso che prepara i laureati all’approfondimento di teorie e metodi di indagine e descrizione del linguaggio in tutte le sue manifestazioni, come l’acquisizione, la didattica, i problemi di sviluppo del linguaggio anche in prospettiva clinica, applicabili all’italiano e alle principali lingue europee, nonché alle lingue antiche. Abbiamo fatto il punto sul corso con Michelangelo Zaccarello, docente di Filologia della letteratura italiana di ateneo e presidente collegio didattico di Linguistica.

Cos’è che differenzia questo corso? Perché vale la pena sceglierlo?                                                                     Rispetto ad altri corsi magistrali della stessa classe, quello veronese in Linguistics si distingue per un approccio insieme metodologico e applicato, rivolto ai principi generali e comparati delle varie discipline, ma attento a diversi ambiti di applicazione lavorativi: in altre parole, si caratterizza per una maggiore attenzione agli aspetti sincronici del linguaggio, alla glottodidattica e alle varie forme di perizia e consulenza richieste da una moderna società della comunicazione. Progettato pochi anni fa, il corso si segnala anche per una notevole attenzione a prospettive attuali degli studi, come le digital humanities, gli aspetti cognitivi della didattica delle lingue e l’analisi forense della documentazione. A supporto della didattica tradizionale, il corso prevede attività seminariali di informatica umanistica, specificamente declinata per gli studi linguistici, e un ampio impiego di risorse digitali. Con un titolo spendibile in un contesto realmente internazionale, il nostro laureato magistrale sarà in grado di approfondire gli aspetti strutturali (linguistici, pragmatici, cognitivi) e didattici del linguaggio, applicati all’italiano e alle principali lingue europee, secondo standard di conoscenza condivisi a livello globale.                                                                                                           

Quale può essere il valore aggiunto dell’erogazione dei corsi in lingua straniera?                                                      Dal 2014, il nostro corso si svolge in lingua inglese o, per gli indirizzi in aree linguistiche straniere, nelle altre lingue target: francese, spagnolo, tedesco, russo. Nelle ultime tre edizioni, un cospicuo incentivo d’ateneo ci ha permesso di invitare un gran numero di docenti stranieri di chiara fama, che hanno offerto un contributo fondamentale alla didattica del corso, molto apprezzato dagli studenti. All’interno di una sempre più articolata gamma di lauree magistrali internazionali attive in Italia, il corso rappresenta uno dei pochissimi percorsi post-graduate offerti interamente in lingua straniera, e introduce così i laureandi a una prospettiva autenticamente europea ed internazionale, sostenuta anche da stage e collaborazioni con istituzioni italiane e straniere. Il corso prevede una vasta gamma di sbocchi occupazionali: i più frequenti sono la didattica di una lingua (italiano a stranieri, o lingue straniere in Italia) e l’insegnamento secondario, poiché la LM è abilitante per varie classi concorsuali; tuttavia, l’odierna società multietnica e globalizzata offre molteplici contesti in cui consulenza, mediazione e comunicazione linguistica rivestono la massima importanza, in ambito sia pubblico che privato. A tale scopo, sono stati attivati vari percorsi di stage che esplorano alcune di queste strade, ad esempio l’assessorato alle politiche sociali del Comune di Verona, fondazioni per la promozione culturale, alcune scuole di lingua a vari livelli. La mobilità internazionale, sostenuta da vari programmi d’ateneo, completa il quadro di un titolo di studio versatile e ben integrato con le richieste del mondo moderno: questa attrattiva del corso è confermata dalle molte candidature già pervenute da vari paesi stranieri, europei ed extra-Ue, specie da paesi mediterranei, area russofona, Asia e USA.

Anche in base alla sua esperienza, ha consigli o suggerimenti per gli studenti?                                                   Avendo lavorato per molti anni in atenei del Nord Europa, sono orgoglioso di poter coordinare un corso improntato alla massima integrazione con gli altri paesi europei, attraverso la lingua inglese e l’intenso scambio di competenze garantito dai molti visiting professors invitati a Verona da tutto il mondo, elemento d’eccellenza che costituisce un indubbio valore aggiunto per i nostri iscritti. La recente esperienza ha evidenziato come alcuni studenti, anche per storiche carenze nell’insegnamento scolastico delle lingue, esitino a intraprendere percorsi di studio impartiti integralmente in lingua straniera: se lo studente non possiede le competenze d’ingresso in lingua inglese richieste dal corso, il nostro Centro linguistico d’ateneo – ente certificatore delle competenze linguistiche – offre appelli d’esame dedicati per soddisfare tali requisiti, senza alcun disagio o ritardo nell’iscrizione. In questi primi anni di attività, il corso ha attratto molti studenti da altre parti d’Italia o del mondo: a coloro che vengono da fuori Verona, in particolare, vorrei consigliare di approfittare dei molti progetti di mobilità e scambio internazionale attivi presso l’ateneo scaligero (Erasmus+, Worldwide), e particolarmente indicati per un corso come il nostro, progettato su standard europei e rivolto a competenze estremamente utili nel placement nazionale ed internazionale.

23.08.2016