Cerimonia di intitolazione della nuova via Terzian

Dopo la scopertura della targa della via intitolata a Hrayr Terzian, primo rettore di ateneo, un convegno dedicato alla sua eredità umana e scientifica

Si è svolta giovedì 16 giugno, alle 10, la cerimonia di intitolazione della nuova via che sorge nella recente lottizzazione dell’ex caserma Passalacqua. La via porta il nome di Hrayr Terzian, medico neurologo e primo rettore dell'università di Verona. Alla cerimonia di  scopertura della targa erano presenti il rettore Nicola Sartor, il sindaco del Comune di Verona, Flavio Tosi e l’assessore comunale ai Servizi Demografici, Alberto Bozza.  La via Hrayr Terzian è situata nella nuova area di circolazione, posta tra via Campofiore e via dell'Università.

A seguire, alle 11 in aula T.3 del Polo Zanotto, si è svolta la tavola rotonda “L'eredità umana e scientifica di Hrayr Terzian”. Dopo i saluti istituzionali, sono intervenuti il rettore, Nicola Sartor, che ha parlato de “La figura di Terzian come rettore”, Nicolò Rizzuto, neurologo e professore emerito del nostro ateneo, che ha parlato de “La figura di Terzian come scienziato” e, infine, la scrittrice Antonia Arslan, con “Memorie biografiche su Terzian”.

Hrayr Terzian nacque ad Addis Abeba il 18 agosto 1925. Fu medico neurologo, professore di clinica neurologica, nonché direttore dell’istituto di neurologia. Figlio di Armeni rifugiati in Etiopia durante la prima guerra mondiale in seguito al massacro e alla cacciata che la popolazione di quell’etnia subì dai Turchi, ancora adolescente si trasferì in Italia per studiare presso il Collegio degli armeni a Venezia. Nel 1948 si laureò a Padova e iniziò a frequentare la clinica neurologica diretta da uno dei maggiori neurologi del Novecento, Giovanni Battista Belloni. La sua preparazione scientifica si arricchì a Londra nel reparto neurologico del National Hospital, a Marsiglia, dove apprese le frontiere più avanzate della neurofisiologia mondiale. La sua carriera universitaria iniziò a Padova come assistente, poi  professore a Cagliari nel 1966 per approdare a Verona nel 1970 quando la facoltà di Medicina era ancora un distaccamento dell’ateneo patavino. Fu insignito di alcuni premi, ottenne la presidenza della Società italiana di elettroencefalografia e di neurofisiologia (1965 – 1968), fece parte – nel comitato scientifico – di importanti riviste internazionali. Nei diciotto anni della sua direzione, l’istituto di neurologia di Verona ha raggiunto una strutturazione moderna ed efficiente, acquisendo capacità di elaborazione culturale e di ricerca, che ne hanno permesso l’affermazione in ambito nazionale e internazionale; fu tra i primi a riflettere sulla gravità del fenomeno della tossicodipendenza, analizzandone cause e conseguenze sociali e organizzando in clinica un centro di studio e assistenza per tossicodipendenti. Fu uomo attento agli aspetti sociali e politici della pratica medica; fondamentale fu l’incontro con Franco Basaglia con cui lavorò per la riforma della moderna psichiatria, ponendo al centro dell’agire medico il rispetto per il malato. Quando, nel 1982, l’università di Verona divenne autonoma, ne fu il primo rettore, capace di una visione progettuale della ricerca che fece la fortuna del neonato ateneo. All’inaugurazione del primo anno accademico volle la presenza di Sandro Pertini, allora Presidente della Repubblica. Nella sua instancabile attività si è battuto per il ruolo centrale dell’università come luogo di elaborazione e diffusione del sapere, come comunità plurale nella quale si creano e si consolidano le basi del progresso culturale, tecnico, scientifico e sociale. Hrayr Terzian scomparve a Verona, per un aneurisma, nel 1988.

17.06.2016