La tutela dell'eccellenza vitivinicola italiana

Produttori, giuristi e scienziati a confronto

Si è tenuta il 17 aprile, nell'aula magna di Scienze giuridiche, la conferenza “La tutela dell'eccellenza vitivinicola italiana e le sfide internazionali”, organizzata dal dipartimento di Scienze giuridiche nell'ambito di UniVeronaXexpo. Ad aprire i saluti Nicola Sartor, rettore dell'ateneo.

“Abbiamo voluto questo incontro – ha spiegato Tommaso Dalla Massara docente di Fondamenti del diritto privato europeo e delegato del rettore all'orientamento e alle strategie occupazionali – per sottolineare l'importanza di quello che è l'intero processo del vino, dalla realizzazione all'etichettatura, alla vendita e all'esportazione, senza dimenticare il cruciale tema della contraffazione. Il nostro scopo è quello di individuare un unico luogo”, ha continuato, “che altro non è che l'università, che possa concentrare tutti gli ambiti che ruotano attorno alla produzione vinicola, quindi quello legale, quello economico e quello di produzione in senso stretto. Da notare l'incoraggiante partecipazione giovanile alla conferenza, sia da parte di dottorandi che di studenti, i quali hanno capito l'importante ruolo di questo settore nel futuro.”

“Una sfida sia in campo nazionale che internazionaleha affermato Michele Antonio Fino, docente di Diritto alimentare dell'università degli studi di Scienze gastronomiche di Pollenzo – in considerazione delle poche attenzioni che Paesi al di fuori dell'Unione Europea riservano alle normative sull'etichettatura dei vini, che invece è un importante strumento di controllo e trasparenza che permette al consumatore di avere un'assoluta libertà di scelta sul prodotto. Si tratta di una procedura molto spesso svalutata dai produttori che non ne colgono l'importanza, non apprezzata dai consumatori e considerata dai giuristi mera amministrazione. È necessario, quindi, non tanto l'applicazione di nuove regole quanto il miglioramento dell'applicazione di quelle già in uso e l'adesione volontaria alle stesse da parte dei produttori”.

Raffaele Boscaini, responsabile marketing e coordinatore del gruppo tecnico Masi, ha affermato di incontrare particolari problemi nella tutela dell'eccellenza italiana proprio in realazione alla “produzione e vendita di vini falsi sotto nomi che suonano similari o che in qualche modo richiamano quelli originali, ingannando così il consumatore. Fenomeno che si rileva soprattutto all'estero, dove non c'è una conoscenza così approfondita delle varie denominazioni di marca: la difficoltà in questo specifico caso sta nell'individuazione del problema, perché per quanto noi produttori viaggiamo molto, non è semplice mantenere l'occhio sul mercato estero e la contraffazione è sempre dietro l'angolo”.

19.04.2015