Mattia Cacciatori si racconta

Aperto il ciclo di incontri di Al passo con l'informazione promosso da Pass Magazine

“Decido che non sono giornalista. Io faccio il giornalista. È diverso”. Mattia Cacciatori, classe 1988, professione photoreporter, inizia la conferenza a lui dedicata citando il famoso giornalista Paolo Rumiz. Poche parole per descrivere il suo modus vivendi, ovvero viaggiare per conoscere e conoscere per informare. Il messaggio arriva chiaro: per descrivere davvero qualcosa, la devi vivere sul campo e in prima persona. Con questo incontro prende avvio il ciclo di appuntamenti Al passo con l’informazione organizzato da Pass Magazine, il giornale studentesco dell’Università, che vedrà per i prossimi cinque venerdì diversi speaker confrontarsi con l’ambivalente e spesso difficile tema dell’informazione.

Il desiderio di conoscenza. Mattia Caciatori è diventato famoso in seguito all’arresto avvenuto ad Istanbul nel 2013. Cacciatori era lì per fotografare, non per prendere parte alle manifestazioni, e dopo due giorni di carcere è tornato in Italia grazie alla mediazione diplomatica dell'ambasciata italiana. Nonostante la spaventosa esperienza, per cui ha rischiato di passare da 1 a 7 anni nelle prigioni turche, il photoreporter non ha perso la passione per il suo lavoro. "Un buon giornalista deve entrare nei fatti" – afferma Cacciatori –  vivere le persone e condividere attimi di vita quotidiana con i diretti interessati per poter cogliere il vero senso della notizia". A breve ripartirà per una nuova esperienza all’estero e quando gli si chiede come si vede in un prossimo futuro, Cacciatori risponde di non avere altra ambizione se non quella di continuare a raccontare storie vere. Non per ricevere premi o riconoscimenti, ma perché questo è il lavoro che ha scelto e che gli piace fare.

In qualità di free lance Cacciatori ha viaggiato molto. Mongolia, Ecuador, Siria, Palestina, Israele, Turchia e Serbia sono stati gli scenari che hanno fatto da sfondo ad un viaggio che lo ha portato oggi a parlare della sua esperienza personale. Ha sempre saputo di voler fare questo lavoro e il perché lo spiega con semplicità: “Voglio andare là dove si trova la cosa più brutta che c’è. E la cosa più brutta che c’è, è quando un uomo ammazza un altro uomo.”

Per conoscere meglio Mattia Cacciatori e visionare gli scatti realizzati durante i suoi viaggi, di seguito riportiamo il link del suo blog:

http://www.mattiacacciatori.com/

Gli eventi. Il prossimo appuntamento di Al passo con l’informazione si terrà venerdì 13 marzo nell’aula 1.5 del Polo Zanotto, palazzo di Lettere. Interverrà Alessio Corazza, giornalista de Il Corriere di Verona, con il seminario “Come si scova una notizia e come la si fa diventare un fatto di cronaca”.  L’ingresso è libero.