Maria Giovanna Sandri

Intervista con la nuova presidente che fa il punto sui progetti attuali e futuri

Maria Giovanna Sandri è la nuova presidente del consiglio degli studenti di ateneo.  21 anni, residente a Villafranca di Verona, è iscritta al secondo anno del corso di laurea triennale in Lettere antiche ed è stata eletta nelle file dell’Udu, Unione degli universitari. Stessa appartenenza politica per il vicepresidente, Valerio Zani.

 

Maria Giovanna, può raccontare il suo percorso all’interno del Consiglio degli studenti? Perché ha deciso di candidarsi?

Mi sono candidata alle ultime elezioni studentesche, che si sono tenute a maggio dell'anno scorso. Era il mio primo anno di università; ho iniziato a fare attività all'interno dell'associazione studentesca (che ora coordino) "Insieme per gli studenti-Udu Verona" appena mi sono immatricolata, nel mese di ottobre. Da lì la mia passione per l'impegno attivo e concreto all'interno dell'ateneo è aumentato sempre di più. Ho deciso così di candidarmi con la lista numero 3,  "Insieme, cambiamento e partecipazione-Udu Verona", in Senato Accademico. Abbiamo vinto le elezioni, e ora sono rappresentante degli studenti sia in Senato sia in Consiglio degli studenti. Al momento dell'insediamento del consiglio, nel mese di giugno, Walter Riviera è stato eletto presidente e io vicepresidente; a marzo di quest'anno Walter si è laureato e ha abbandonato il consiglio, costringendoci così a tornare alle votazioni per l'ufficio di presidenza. Il Consiglio ha deciso di affidare a me la nuova presidenza.

 

Che cosa significa per lei questa nomina?

Moltissimo. Il ruolo di presidente del Consiglio degli studenti porta con se’ onori e oneri. Sai di rappresentare 23.000 studenti e la cosa non implica certamente scarse responsabilità. Significa molto anche perché il fatto che il Consiglio si sia stabilizzato sul mio nome è una grande dimostrazione di fiducia, che sta a sottintendere un apprezzamento da parte anche delle altre liste del lavoro che ho svolto e sto svolgendo in questi mesi a favore di tutta la comunità studentesca.

 

Qual è il suo rapporto con gli altri rappresentanti?

Rispondo con una frase pronunciata dal precedente presidente, Walter Riviera, nel suo discorso di fine mandato: "Me ne vado con la consapevolezza che questo consiglio non ha mai avuto, e non ne ha nemmeno ora, bisogno della figura di un presidente". L'affermazione forse può sembrare un po' eccessiva, ma va spiegata: fin dalla prima seduta del consiglio, i consiglieri che avevano fatto parte anche di scorsi consigli, si sono accorti del clima di collaborazione e armonia tra le diverse liste che caratterizzava i nostri incontri. Armonia e collaborazione che non avevano mai contraddistinto, invece, a quanto sembra, i passati consigli. Durante le sedute parliamo tutti alzando la mano; nessuno si permette di urlare o usare toni irrispettosi; si discute, certo, ma il punto d'incontro si trova sempre. Questo ovviamente non vuol dire che non ci sono mai state piccole fratture fra le differenti liste: ma questo è normale, sta nella natura stessa dell'uomo e finchè il confronto è pacato e costruttivo va benissimo.

 

Come pensa di interagire con la comunità studentesca? E con i docenti e i vertici dell’ateneo?

In tutti questi mesi abbiamo capito che il miglior modo per interagire con gli studenti è quello di ascoltarli. I ragazzi hanno bisogno di ascolto e sostegno in ambiti svariatissimi: dalla didattica, al diritto allo studio, al rapporto con la docenza, all'utilizzo dei mezzi informatici e della mail istituzionale, alla compilazione del piano di studio. La cosa migliore da fare è stare sempre in mezzo a loro e rispondere sempre alle loro necessità. Proprio per raggiungere questo obiettivo ho proposto qualche mese fa al consiglio di attivare un "Tutorato Consiglio Studenti" (che dovrebbe partire a breve), tenuto dai rappresentanti, proprio per mantenere vivo e costante il rapporto rappresentanza-studenti. Per quanto riguarda l'interazione con i docenti e i vertici dell'ateneo, siamo davvero fortunati: gli organi di governo, i vertici e gli uffici si sono dimostrati fin dal primo giorno estremamente disponibili ad ascoltare le necessità del consiglio e di tutti i rappresentanti. Basta alzare la cornetta o mandare un email, e il contatto è instaurato. Penso proprio che questa disponibilità e apertura da parte di chi gestisce e governa questa università sia uno dei più grandi punti di forza dell'ateneo di Verona.

 

In quali attività è impegnata in questo periodo?

In questi mesi, come gruppo Udu, ma anche come Consiglio in senso più generale, stiamo portando avanti diversi progetti: dal medico d'ateneo per gli studenti fuori sede, all'attivazione di scontistiche per gli studenti su spettacoli teatrali e musei veronesi, ad alcune trattative per ridurre il prezzo dei parcheggi in zona Veronetta, al Tutorato già accennato, ad un tavolo con Esu, ad una possibile riforma del sistema di tassazione veronese, alla creazione di un libretto "alias" per gli studenti transgender, alla formulazione di nuove proposte in ambito di "accoglienza matricole", alla sistemazione della nuova aula autogestita del Palazzo di Economia, ad un tavolo a scadenza bimensile con il delegato al Diritto allo Studio e alle Politiche Studentesche, al miglioramento del sistema dei questionari di valutazione. Insomma, di lavoro da fare ce n'è sicuramente.

 

Quali progetti per il futuro?

In ambito di rappresentanza studentesca, sicuramente portare avanti i progetti che abbiamo iniziato e concluderli. Poi ovviamente continuare il mandato passando anche la turnata elettorale del prossimo novembre non sarebbe male. In ambito personale e lavorativo laurearmi senza dubbio, proseguire con la magistrale di Tradizione e Interpretazione dei testi letterari, e magari fare un dottorato e carriera universitaria, sblocco del turn-over permettendo. Tutto rimanendo, se possibile, in linea di massima qui all'università di Verona. Si sta così bene!

29/04/2014