Il Baby Ateneo, l’ “università” da 0 a 3 anni

Un asilo nido per conciliare vita lavorativa e familiare

L’Università di Verona apre le porte anche ai più piccoli con il Baby Ateneo. Fiore all’occhiello del Cug, il Comitato unico di garanzia, l’asilo nido inaugurato nel 2006 è oggi un servizio indispensabile e sempre più richiesto per chiunque lavori e studi nell’ateneo scaligero. Il progetto è stato pensato e realizzato per garantire un valido aiuto e sostegno ai genitori spesso in forti difficoltà nel conciliare vita lavorativa e familiare.

Il Baby Ateneo. Il nido, progetto d’avanguardia per il mondo universitario italiano, muove i primi passi grazie al comitato delle pari opportunità negli anni ‘90, periodo in cui in Italia i servizi educativi dedicati alla prima infanzia erano in espansione. L’idea si concretizza però nel gennaio del 2006 quando si trovano finalmente degli spazi idonei. La parrocchia di San Paolo in via dell’Artigliere 1 mette, infatti, a disposizione dei locali e il nido inizia la sua avventura. Una nuova realtà per l’ateneo scaligero che può ospitare un massimo di 18 bambini fino al loro terzo anno di età. I posti sono riservati in primis ai figli di coloro che lavorano o studiano all’università, ma da qualche anno il servizio ha aperto le porte anche ai residenti. «Il servizio – spiega Giuseppina Messetti, coordinatrice dell’asilo e docente del dipartimento di Filosofia, Pedagogia e Psicologia – ha registrato nel corso degli anni un progressivo aumento dell’utenza tanto che da due anni abbiamo persino una lista d’attesa». Un aiuto quindi sempre più cercato e richiesto che offre a molti genitori la possibilità di unire vita lavorativa e vita familiare. «Per far fronte a questo successo – continua Messetti – abbiamo un grande progetto per il futuro, quello di ampliare il servizio aumentandone la ricettività grazie alla collaborazione del Comune di Verona e di altre aziende sul territorio. Una struttura progettata e pensata ex novo perché possa diventare un centro di eccellenza in grado di offrire diversi servizi. Inoltre sogniamo un nuovo ambiente, nell’area Santa Marta, a misura di bambino, che sostenga il fiorire della mente attraverso i sensi, le emozioni e la creatività».

Il valore aggiunto dell’università veronese. Il nido lavora sin dall’inizio in stretta simbiosi con l’ateneo scaligero. Il dipartimento di Filosofia, Pedagogia e Psicologia dell’università offre, infatti, uno specifico corso di laurea, quello in Scienze dell’Educazione per educatori extrascolastici, che prepara alle professioni educative nei servizi per l’infanzia. Una collaborazione indispensabile che ha dato al progetto una marcia in più. «Per le famiglie – sottolinea Messetti –  questo significa poter contare su un servizio nel quale la qualità della cura educativa è costantemente monitorata e fatta oggetto di continue riflessioni e azioni migliorative».