Un pezzo di storia illustrata

La guerra italiana in Libia, raccontata attraverso le illustrazioni della Domenica del Corriere

Si chiude il ciclo di incontri “Io scrivo, tu mi leggi”, iniziativa cresciuta con successo negli anni che è riuscita a creare un vero e proprio spazio d’incontro e confrontotra studenti universitari, docenti, autori e curatori di opere letterarie e rassegne fotografiche. A terminare il programma la mostra “Cronaca di un’ambizione: gli anni della guerra in Libia sulle copertine delle riviste dell’epoca”, curata da Giuseppe Battaglia, studioso e collezionista. L’evento, allestito alla biblioteca Frinzi e aperto dal 12 dicembre al 31 gennaio, rievocherà, attraverso le copertine della Domenica del Corriere, una delle maggiori riviste illustrate del tempo, il tragico anno di guerra in Libia dal 1911 al 1912. L’iniziativa è promossa in occasione dei cento anni dalla conclusione della campagna in Libia, in collaborazione con l’Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere di Verona e l’associazione filatelico-numismatica di Montagnana.

 La mostra. Le ambizioni coloniali italiane raccontate attraverso le illustrazioni e le fotografie dell’epoca. Questo il filo conduttore della mostra che, avvalendosi della forza evocativa delle immagini pubblicate sulle copertine del settimanale della Domenica del Corriere, spiega una pagina poco edificante della storia italiana del primo Novecento. Le illustrazioni, le vere e proprie protagoniste della rassegna fotografica,sonodi Achille Beltrame, storico autore delle copertine del settimanale per quasi mezzo secolo. Le immagini spaziano dai momenti di gloria dei capi dell’esercito italiano a scene crude di massacro e carneficina. “L’Italia, credendosi la paladina della giustizia e della civiltà- ha spiegato Battaglia -ha firmato una pagina triste della sua storia coloniale mostrando una facciata brutale in nome della falsa ambizione di portare la civiltà ad un altro popolo”. Un pezzo di storia troppo spesso dimenticata che merita un ricordo speciale senza l’ausilio di testi o scritti. Perché un’immagine può raccontare più di qualunque parola.