“Una magnifica preda. Omaggio a Marilyn Monroe”

L’Università di Verona celebra la diva hollywoodiana

Grande successo di pubblico per l'evento  "Una magnifica preda. Omaggio a Marilyn Monroe"  con cui  l'Università di Verona ha voluto celebrare Marylin a 50 anni dalla sua morte. Parole, musica, e immagini hanno guidato gli spettatori alla scoperta dell'altra Marilyn. Non più e non solo corpo e volto di grande grazia e bellezza, ma attrice talentuosa alla costante ricerca dell'affermazione professionale, per questo disillusa, infelice, nevrotica. Marylin uguale  Norma Jeane Baker. Nient'altro che una donna nell'Olimpo dei miti.

La retrospettiva dedicata alla diva hollywoodiana, organizzata dal dipartimento di Filologia letteratura e linguistica e dalla Comunicazione integrata di ateneo in collaborazione con Esu Verona e con patrocinio dell’assessorato alla Cultura del Comune e della Provincia di Verona, è inserita nell'ambito della rassegna Infinitamente Cinema.

A presentarla Alberto Scandola docente di Storia e critica del cinema di ateneo che, a partire da un’analisi della diva dal sorriso smagliante, occhi socchiusi e andatura ancheggiante, ha mostrato al pubblico l’attrice capace di una recitazione vibrante, dove corpo e volto sono in continuo movimento. Alice Ronzani, cantante e attrice, ha ricostruito la bellezza della diva attraverso le voci che di lei hanno parlato, scritto, testimoniato accompagnata da Emiliano Paterlini al pianoforte. In molti hanno cercato di cantarne la bellezza e decifrarne il fascin, da Goffredo Fofi a Pier Paolo Pasolini, da Truman Capote a Norman Mailer. Ronzani ha rimesso assieme questi frammenti di parole, testi e testimonianze in un recital che ha narrato un’infanzia infelice e una vita spesa a colmare un vuoto affettivo troppo grande attraverso fama e successo.

A chiudere la serata la proiezione del film di Billy Wilder “The Seven Year Itch” (Quando la moglie è in vacanza) in lingua originale con sottotitoli in italiano. Nella commedia, che debuttò nelle sale cinematografiche americane nel settembre del 1955, Marilyn non è solo un corpo, ma un’interprete di talento, perfetta per i tempi della commedia in un ruolo, l’ingenua bionda, che lo star-system le impose fin dagli esordi.