Il chiostro San Francesco

In base alla quota «premiale» dei fondi ministeriali l'ateneo scaligero riceverà quasi 14 milioni e mezzo di euro, pari al 15,63% rispetto allo stanziamento ordinario per il 2012, che ammonta a più di 92 milioni.

Verona è nella top ten delle Università premiate grazie al merito. Una quota «premiale» dei fondi ministeriali (7 miliardi in tutto, per quest´anno) che vengono ripartiti in base a specifici indicatori di merito, va a sottolineare la crescita dell’ateneo scaligero. In questa speciale classifica, che vede in vetta il Politecnico di Torino, seguito a ruota dal Politecnico di Milano e dall´università Ca´ Foscari di Venezia, Verona è ottava sui 54 atenei. Un risultato che, di fatto, porta all’Università di Verona quasi 14 milioni e mezzo di euro, pari al 15,63% rispetto allo stanziamento ordinario per il 2012, che ammonta a più di 92 milioni.


«Un giusto riconoscimento del massimo impegno che l´ateneo di Verona ha prodotto negli ultimi anni per dimostrare la propria qualità», spiega il rettore Alessandro Mazzucco, che da tempo sostiene l´alto livello dell´università del Nord Est, con Verona in costante crescita dalla decima posizione del 2010.  «Il progressivo aumento della quota premiale nella ripartizione del fondo di finanziamento ordinario sta raggiungendo il suo scopo dichiarato, quello di investire maggiormente sulle università che producono buoni risultati. Purtroppo, essendo ciò avvenuto contemporaneamente ad una seria riduzione del fondo nazionale, si tratta di distribuire un fondo comunque diminuito. Eppure questo resta uno dei punti massimamente qualificanti della riforma universitaria, per quanto ancora imperfettamente disegnato, anche per la dominante preoccupazione di ridurre la spesa pubblica».  A definire l´ottima performance dell´ateneo scaligero, una serie di indicatori che disegnano la qualità della didattica e della ricerca: il numero di studenti in regola con i crediti (ovvero con gli esami) nel primo caso, e la produttività scientifica nel secondo, stabilita in base alla percentuale di docenti e ricercatori presenti nei progetti di ricerca e nei bandi del ministero, oppure alla capacità di accaparrarsi le risorse distribuite dall´Europa.  «I meccanismi di natura competitiva rappresentano il motore della crescita del sapere e rendono indispensabile la valutazione di merito e l´incentivazione», conclude Mazzucco, «naturale strumento per mantenere viva l´università ed impedirle di scivolare nell´inerzia e nel livellamento».