Gian Francesco Giudice

Infinitamente 2012. All'auditorium della Gran Guardia ospite Gian Francesco Giudice, fisico teorico delle particelle del Cern di Ginevra che ha illustrato i collegamenti tra scienza e fantascienza

Vi siete mai chiesti qual è il confine tra scienza e fantascienza? All’Auditorium della Gran Guardia Gian Francesco Giudice, fisico teorico delle particelle del Cern di Ginevra, ha spiegato al pubblico di Infinitamente i collegamenti che esistono tra scienza e fantascienza. Prendendo spunto da film fantascientifici, Giudice ha raccontato la fisica vera.

La fantascienza, dalla realtà al cinema. «La fantascienza non è scritta per gli scienziati più di quanto le storie di fantasmi siano scritte per i fantasmi» così scrive Brian Aldiss, infatti lo scrittore di storie di fantascienza sa giocare con le leggi della fisica modificandole e reinventandole immaginando così nuovi mondi possibili. E tal volta è necessario cambiare le ipotesi della scienza se non sono conformi ad una narrazione fantascientifica accattivante. Giudice ha confessato come anche gli scienziati si prendono la libertà di cambiare le ipotesi della scienza se ciò può essere di ostacolo con le loro storie. Lo scienziato ha così mostrato al pubblico spezzoni di film spiegando da quale legge fisica hanno tratto ispirazione. “Vi siete mai chiesti come sia possibile che il cane Einstein di Ritorno al futuro possa viaggiare nel tempo? – ha chiesto Giudice – È molto semplice, gli sceneggiatori hanno sfruttato la teoria della relatività ristretta di Albert Einstein secondo cui le misure di spazio e tempo non sono assolute ma sono proiezione della realtà. Anche nel film “Pianeta delle scimmie” del 1968 assistiamo a un viaggio temporale, ciò è possibile grazie alla teoria della dilatazione dei tempi. Si tratta di un fenomeno fisico che si manifesta nella durata di un evento, riconosciuto da un osservatore che viaggia a qualsiasi velocità”.

Un viaggio tra universi paralleli. “Abbiamo capito come si potrebbe viaggiare nel futuro, ma è possibile altresì viaggiare nel passato? – ha continuato Giudice – Questo apparente paradosso si spiega con la teoria degli universi paralleli. Jorge Luis Borges nel racconto "Il giardino dei sentieri" che si biforcano ha usato il concetto di universi paralleli prima ancora che fosse sviluppato dalla meccanica quantistica. È il film Ritorno al Futuro – parte II che ha descritto questa teoria mostrando un presente e un futuro alternativi, creati accidentalmente”. Ma sarà proprio possibile applicare tutte queste leggi fisiche nella realtà dell’uomo? “Teniamo presente – ha risposto Giudice – che è impossibile trasmettere informazioni a velocità superiore a quella della luce, e per cui l’uomo se anche riuscisse a raggiungere la velocità di 100 milioni di Km/h potrebbe al massimo arrivare alla stella più vicina, Alpha centauri”.