Ordinario di Biochimica alla Facoltà di Medicina e Chirurgia, si è spento all'età di 65 anni

E' scomparso all'età di 65 anni il professor Hisanori Suzuki. Ordinario di Biochimica alla Facoltà di Medicina e Chirurgia, Suzuki era arrivato da Tokio, giovane laureato, in Italia nel lontano 1971.

A ricordarlo le parole di un collega e amico, il professor Massimo Libonati, ordinario di Chimica Biologica, a cui in settimana è stato affidato il ricordo del professor Suzuki. “La mia conoscenza di lui e la consuetudine con lui risalgono infatti a 41 anni or sono. Il nostro capo era il professor Enzo Leone. Hisanori era un mio collega molto più giovane, col quale s’instaurò subito un rapporto di simpatia, affettuosa amicizia e stima, che si è rafforzato nel tempo. Amici e colleghi fummo infatti lui ed io per i 13 anni successivi, fino a quando io lasciai Napoli per venire a Verona; ma è notevole che, nonostante l’ottima amicizia fra di noi, io non sia mai riuscito a convincerlo, né allora né dopo, a chiamarmi per nome. E ciò è già una chiara indicazione del suo carattere schivo, discreto e modesto. Quando io mi trasferii alla fine del 1984, dalla Facoltà di Scienze di Napoli a quella di Medicina e Chirurgia della giovane Università di Verona per insegnarvi la Chimica Biologica, gli proposi di raggiungermi. Qui a Verona Hisanori si ambientò rapidamente e fu subito circondato da simpatia, stima e affetto, grazie al suo carattere cordiale e alla sua personalità.

Dal punto di vista umano, infatti, il professor Suzuki è stato una persona di grande bontà, gentilezza e modestia; sempre sereno ed equilibrato, assolutamente privo di qualsiasi volontà di sopraffazione e prevaricazione. Un carattere ideale, dunque, per conviverci in un ambiente di lavoro come il nostro, ma anche esposto, proprio per questa sua innata ingenuità, alla possibilità di prepotenze e dispiaceri da parte di chi non fosse come lui. Un altro aspetto del suo carattere era la grande dignità, che non ha mai perduta e che ha suscitato in me grande ammirazione proprio e specialmente durante l’evolversi della sua malattia. Per quanto riguarda la sua attività scientifica, innanzi tutto va detto che Hisanori Suzuki era dotato di un grande entusiasmo, associato a grande fantasia e curiosità scientifiche; qualità che egli è stato in grado di trasmettere ai suoi collaboratori: infatti, una volta stabilitosi qui, egli si è formato rapidamente un gruppo di lavoro efficiente ed entusiasta come lui (basti ricordare qui, fra i molti, solo qualche nome: quelli di Marta Menegazzi, Sofia Mariotto, Elisabetta Cavalieri, Alessandra Carcereri de Prati). Con questi e altri collaboratori egli ha potuto produrre numerosi, importanti e interessanti risultati scientifici”.