L’etica medievale per Italo Sciuto

Una giornata di studi per festeggiare la carriera del docente nell’ateneo scaligero

Bene, male, giustizia, libertà, felicità e virtù sono concetti fondamentali del discorso etico. Argomenti che Italo Sciuto ha affrontato spesso durante i suoi studi. Per raccontare i 13 anni di una carriera così importante e significativa, la facoltà di Scienze della formazione e il dipartimento di Filosofia, pedagogia e psicologia hanno deciso di dedicare una giornata di studi a Sciuto. “Una prospettiva sulla storia dell’etica" ha raccontato i momenti più rilevanti degli studi del docente,  una carriera piena di soddisfazioni e ricca di prospettive per il futuro.

L’etica del medioevo. Presenti Mario Longo, preside di Scienze della formazione, Luigina Mortari, direttrice del dipartimento di Filosofia e pedagogia e Carmelo Vigna, professore di filosofia morale all’Università Ca’ Foscari di Venezia. “L'attività scientifica del prof. Sciuto – ha affermato Mario Longo – si è concentrata sul tema della storia dell'etica studiata in tutta la sua estensione, dall'antichità al medioevo e sino all'età contemporanea. In particolare egli ha avuto modo di mostrare come l'etica medievale, molto più di quella classica greco-romana, sia rilevante per comprendere istanze fondamentali del nostro tempo. Tra le altre pubblicazioni scientifiche dedicate a queste tematiche è notevole il lavoro complessivo pubblicato nel 2007 da Einaudi: L'etica nel Medioevo”. Durante l’incontro è stato presentato il libro in cui Sciuto ha voluto sfatare il mito di un periodo storico da sempre considerato poco originale. Il libro svela un universo di intrecci variegati, un panorama di mondi eterogenei, in cui l'etica si scinde e si moltiplica. Un insieme di etiche che diventano la nostra storia, raccontata al lettore in modo organico ed esaustivo.

Il rapporto con Verona. “Non mi è facile – ha detto Sciuto – tracciare un bilancio della mia presenza in università, non essendomi ancora familiarizzato con l'idea stessa della pensione, termine che ancora mi suona strano e mi ha quasi colto di sorpresa. A Verona, ho trovato un clima filosofico particolarmente vario, ricco e stimolante, con una nota speciale per me sorprendente: la mancanza di litigiosità, pur in presenza di una grande varietà di atteggiamenti, pensieri, capacità e interessi. E anche una gradevole ironia, per la quale mi piace ricordare la simpatica accoglienza che ho ricevuto al primo Consiglio del dipartimento di Filosofia: mentre si discuteva, il collega finissimo e sapientissimo filosofo Guido Neri, la cui prematura scomparsa ci ha privato di una tra le voci migliori in quel valido coro, ha tracciato a matita un mio rapido ed efficace profilo che mi ha poi donato e che naturalmente conservo con gratitudine. Un altro simpatico esempio – ha proseguito – si riferisce al gruppo delle filosofe di Diotima. Con questo gruppo di validissime filosofe ho allacciato un rapporto di fattiva, correttissima e per me utilissima collaborazione”.

Un impegno non sempre semplice. Una carriera sempre dalla parte degli studenti, con ben 158 tesi di laurea seguite e discusse. “L'impegno con gli studenti è stato per me sempre in primissimo piano: lezioni, esami, decine di tesi da seguire ogni anno, hanno costituito un campo di battaglia per lo più gioioso. Ma i difficili tempi che ora ci tocca vivere, in effetti, hanno spesso fortemente demotivato l'impegno degli studenti. Lezioni ed esami, così, e persino l'evento finale della discussione di tesi, vengono spesso ridotti al grigiore della routine e passano senza quasi lasciare traccia. Questa situazione – ha concluso Sciuto – deve indurre a non cedere a tentazioni di abbandono e disimpegno; deve, anzi, sollecitare ulteriori energie creative”. Energie che non mancano al professore, che proseguirà il suo impegno mantenendo anche per quest’anno l’insegnamento in Etica pubblica a Scienze della formazione.

Italo Sciuto. Un percorso ricco di soddisfazioni e pubblicazioni, una serie di studi utili a rivalutare l’epoca medievale, a conoscerne l’etica e i valori portanti. Sciuto ha insegnato nel nostro ateneo Filosofia morale e Storia della filosofia medievale. Ha partecipato a numerose occasioni congressuali e ha preso parte attivamente a vari centri di ricerca nazionali e internazionali, come Cise (Centro Interuniversitario per gli Studi sull’Etica a Venezia), Sifm (Società Italiana di Filosofia Morale, con sede a Roma), Siepm (Société Internationale pour l’Etude de la Philosophie Médiévale di Parigi). Ha tradotto e curato l'edizione del “Monologion” e del “Proslogion” di Anselmo d'Aosta (2002) e pubblicato vari saggi e monografie sui principali autori medievali, tra cui “La ragione della fede” (1991), “La felicità e il male” (1995), “Le passioni nel pensiero medievale” (2002), “Amore e violenza nel pensiero medievale” (2006).